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Dialogo fra padre e figlia sulla scienza, la politica e la religione del grande continente

Venerdì 24 novembre al LAC, il giornalista e saggista Federico Rampini e la figlia Costanza, scienziata ambientale che per diversi anni è vissuta in India, si sono confrontati in un dialogo famigliare sulla scienza, la politica e la religione del grande Paese asiatico. Nata da un’idea della Fondazione IBSA di Lugano in co-ideazione con il MASI, la conferenza, al di fuori degli schemi classici, ha offerto al pubblico l’opportunità di prendere parte a questa conversazione fra padre e figlia.

L’attenzione è stata focalizzata soprattutto sui temi ambientali. Riuscirà l’India a risolvere la drammatica emergenza ambientale che l’ha portata a superare persino la Cina nella classifica dei posti più inquinati del pianeta? “Alcuni giorni fa a New Delhi – ha affermato Federico Rampini – la concentrazione di sostanze tossiche nell’aria era superiore di 10 volte rispetto a quella di Pechino, capitale internazionale dello smog, e di ben 40 volte rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’inquinamento è una delle sfide del governo indiano, in un Paese dalle grandi e appassionanti contraddizioni: in difficoltà a gestire l’avvelenamento dell’aria, è anche in prima fila per raggiungere la totale indipendenza energetica a medio-lungo termine, con un ambiziosissimo progetto che dovrebbe portare alla riconversione di tutti gli impianti verso le energie pulite, eolico e solare in testa”.

La conversazione tra Federico e Costanza Rampini si è poi concentrata sui cambiamenti climatici che continuano a minacciare quello che oggi è ancora un paese fortemente agricolo, con regioni dipendenti dai monsoni, vulnerabili di fronte alle variazioni del corso dei fiumi. Il Tibet, conquistato dalla Cina subito dopo la rivoluzione maoista, è il più grande serbatoio d’acqua dell’Asia: e l’India è virtualmente soggetta al “ricatto idrico” di chi controlla l’Himalaya. “Il Governo indiano si sta muovendo in questo senso – ha aggiunto Costanza Rampini – puntando soprattutto sul fiume Brahmaputra, visto come risorsa importante da sfruttare lungo i 2800 km che attraversano il paese. Nerhu, subito dopo la sua elezione, affermò che le dighe sarebbero diventate il simbolo dei tempi moderni dell’India, viste soprattutto come la capacità dell’uomo di controllare la natura e di trarre dalle risorse idriche i massimi vantaggi per tante comunità, prive di energia elettrica. Tuttavia, ancora oggi in molte di queste zone, i benefici del progresso non sono visibili”.

“L’India secondo Federico e Costanza Rampini” rientra nel ciclo di approfondimenti scientifici promossi dal MASI in co-ideazione con Fondazione IBSA e rientra nel programma della mostra Sulle vie dell’illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017, presentata in occasione del progetto trasversale Focus India.

IBSA Foundation ha voluto  questo evento perché ben si inserisce in quello spirito di frontiera in cui Fondazione IBSA si riconosce,  e che si concretizza anche nella divulgazione  della conoscenza scientifica attraverso modalità innovative, capaci di contaminare saperi diversi, con l’obiettivo di affacciarsi oltre la frontiera, per capire come sarà il mondo di domani e, soprattutto, cosa riserva la ricerca scientifica e la sua applicazione. 

Location

LAC Lugano Arte e Cultura

Data

24 novembre 2017

Rassegna Stampa

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