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​Filtro HEPA e funzioni cognitive: i purificatori d'aria possono fare bene al cervello?

Scritto da Redazione IBSA | 10 lug 2026

Respirare aria pulita fa bene ai polmoni e al cuore. Ma potrebbe aiutare anche il cervello? Secondo una nuova ricerca americana pubblicata da Nature Scientific Reports, l'utilizzo in casa di un purificatore d'aria dotato di filtro antiparticolato HEPA potrebbe migliorare alcune capacità cognitive negli adulti sopra i 40 anni. Una scoperta che apre nuovi scenari sul legame tra qualità dell'aria e salute cerebrale.

Lo studio: 119 adulti esposti a inquinamento atmosferico

Lo studio, pubblicato ad aprile, ha coinvolto 119 adulti di età compresa tra 30 e 74 anni residenti in aree caratterizzate da elevato traffico veicolare e quindi maggiormente esposte all'inquinamento atmosferico. I partecipanti hanno utilizzato per un mese un purificatore d'aria con filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air filter), seguito da un mese di sospensione e successivamente da un mese di impiego di un dispositivo placebo, identico nell'aspetto ma privo di reale capacità filtrante.

Per valutare eventuali cambiamenti cognitivi, i ricercatori hanno sottoposto i partecipanti al Trail Making Test, test neuropsicologico utilizzato per valutare attenzione, velocità di elaborazione, funzioni esecutive e flessibilità cognitiva. I risultati hanno mostrato che gli adulti di età pari o superiore a 40 anni completavano una delle prove circa il 12 per cento più velocemente dopo il periodo di utilizzo del purificatore HEPA rispetto al periodo placebo. Nei soggetti più giovani, invece, non sono state osservate differenze statisticamente significative.

Perché l'inquinamento può influenzare il cervello?

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato che l'inquinamento atmosferico e l’esposizione al particolato (cioè le particelle solide e liquide presenti nell’aria di dimensioni anche inferiore agli 0,1 micrometri) non rappresentano un problema esclusivamente respiratorio o cardiovascolare: sono stati associati infatti anche a malattie neurologiche come Alzheimer e Parkinson. Alcune ricerche suggeriscono che ciò dipenda da alterazioni della sostanza bianca cerebrale – componente fondamentale che aiuta le cellule nervose a trasmettere segnali elettrici e a mantenere le connessioni tra diverse regioni cerebrali – oltre che da fenomeni di neuroinfiammazione e stress ossidativo. Non a caso le aree del cervello maggiormente danneggiate dall’inquinamento sono quelle che controllano la flessibilità mentale e le funzioni esecutive, gli stessi ambiti nei quali gli studiosi hanno osservato miglioramenti.  

Il vantaggio dei filtri HEPA

Secondo gli autori dello studio, ridurre l'esposizione quotidiana al particolato potrebbe quindi avere effetti benefici anche sulle prestazioni mentali. Un aiuto potrebbe venire proprio dai filtri HEPA, teoricamente in grado di rimuovere almeno il 99,97 per cento di polvere, polline, muffe, batteri e altre particelle sospese nell’aria con una dimensione pari a 0,3 micrometri, comprese quindi molte delle componenti più dannose dell'inquinamento indoor. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, l'aria all'interno delle abitazioni può contenere concentrazioni di inquinanti anche superiori a quelle esterne: polveri sottili, allergeni, fumo, prodotti per la pulizia e sostanze rilasciate da mobili e materiali da costruzione contribuiscono alla qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno.

Va precisato però che gli stessi autori dello studio invitano alla prudenza: il miglioramento osservato è stato infatti modesto e non si traduce necessariamente in una percezione immediata di maggiore lucidità mentale. Inoltre un purificatore non è certo sufficiente da solo a prevenire malattie neurodegenerative. Gli studiosi sottolineano poi che non è ancora chiaro se benefici analoghi possano essere osservati in persone con deficit cognitivi o in popolazioni differenti: sono pertanto necessari ulteriori studi per confermare il risultato e chiarire i meccanismi biologici coinvolti.

Qualità dell’aria… e della vita

Nonostante ciò, è dimostrato che anche piccole riduzioni delle funzioni cognitive possono essere associate a un aumento del rischio di mortalità. Se studi futuri confermeranno quanto emerso dalla ricerca americana, migliorare la qualità dell'aria domestica potrà diventare pertanto una strategia per migliorare la qualità della vita, e forse persino allungarla.