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title: "Arte, musica, architettura: passa anche da qui l’Alleanza per un Futuro sostenibile"
description: "Primo Forum svizzero “Cultura e Salute – Alleanza per un futuro sostenibile”: due giornate di confronto sull’umanizzazione della cura e dei suoi spazi."
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[Blog | IBSA Foundation ](https://www.ibsafoundation.org/it/blog)

# [Arte, musica, architettura: passa anche da qui l’Alleanza per un Futuro sostenibile](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/cultura-e-salute-alleanza-per-un-futuro-sostenibile)

 Scritto da [Paolo Rossi Castelli](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/paolo-rossi-castelli) | 22 dic 2021

Una mamma e sua figlia. Cantano. Attorno, “immerse nella musica”, altre donne con i loro figli. Non si tratta di una festa di compleanno o di un piacevole ritrovo tra amiche. È una “sessione di cura”, parte di un progetto pilota, avviato in Gran Bretagna e rivolto a madri colpite da depressione post-parto: il canto - si coglie dalla testimonianza - **aiuta perché crea un senso di comunità** e diventa "quasi meditativo”; sedute in cerchio le neomamme non devono parlare e spiegare alle altre quale sia il motivo della loro presenza alla sessione di musica, il qui e l’ora. Semplicemente, ci si trova a condividere uno spazio.

Piacevolmente. Il video è stato mostrato, a conclusione della sua presentazione, da **Nils Fietje**, Research Officer on Cultural Contexts of Health and Well-being per l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nonché tra i curatori del primo [Rapporto OMS sulla relazione tra le Arti, la promozione della salute e i percorsi di cura](https://www.dors.it/documentazione/testo/202005/oms_arti_eng.pdf). L’occasione per parlarne è stato il primo [Forum svizzero “Cultura e Salute – Alleanza per un futuro sostenibile”](https://www.ibsafoundation.org/it/attivita/forum/alleanza-per-un-futuro-sostenibile?hsLang=it) organizzato e promosso a Mendrisio e a Lugano, gli scorsi 26 e 27 novembre, dalla IBSA Foundation per la ricerca scientifica e dalla Divisione Cultura della Città di Lugano, diretta da **Luigi Di Corato**: due giornate di incontri e dibattiti **sull’umanizzazione della cura e dei suoi spazi**, a partire da evidenze scientifiche e buone pratiche nazionali e internazionali.

«Molto prima che gli uomini conoscessero la penicillina o la genetica, **hanno creato musica e arte**. Il nostro bisogno di esprimere le nostre speranze e paure, di conferire un significato a ciò che ci circonda e di condividerlo con gli altri attraverso creazioni artistiche, **è tanto profondo quanto il nostro bisogno di placare la sete o sfamarci**. Dovremmo allora essere sorpresi che l’arte possa migliorare la salute? Che possa farci stare bene?» - così Fietje, collegato dalla sua casa di Copenhagen, ha iniziato il suo intervento: una decina di minuti, durante i quali il ricercatore ha sottolineato, partendo dai contenuti del rapporto dell’OMS publicato nel novembre 2019, ragioni e dati scientifici **per sostenere l’affiancamento di attività artistiche a trattamenti biomedici più tradizionali**. Insomma, «Ci sono evidenze scientifiche sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere».

La prova è contenuta nelle **oltre 900 pubblicazioni riguardanti oltre 3000 studi** condotti tra il 2000 e il 2019 e mappati dall’UCL (University College London) per l’OMS, che dimostrano gli effetti benefici sulla salute generati dalla partecipazione, tanto attiva quanto passiva, ad attività artistiche. Che si tratti, insomma, di sedersi a teatro, ascoltare un concerto, leggere un libro (ma anche, forse, curare il proprio giardino - anche se il rapporto dell’OMS non ha monitorato, per ora, gli effetti sulla salute di attività legate al giardinaggio e nemmeno all’architettura); oppure di ballare e danzare: tutte queste attività e questi momenti “artistici” si sono mostrati di aiuto nella gestione della cura e del trattamento di diverse patologie, affiancando terapie mediche per chi soffre di **malattie neurologiche** (dovute, per esempio, a demenze o traumi di varia natura), ma anche **diabete e obesità, tumori o malattie cardiovascolari**, e poi in contesti di **cure palliative**.

Non solo: sono stati dimostrati gli effetti positivi di arti e cultura **nell’ambito della prevenzione delle malattie e nella promozione della salute**: l’arte ha un impatto positivo sulla socializzazione e incrementa la coesione sociale, serve a prevenire il decadimento cognitivo, sostiene e rafforza la relazione tra genitori e neonati. Infine, è di aiuto non solo a chi è malato, **ma anche a chi accudisce le persone** che hanno problemi di salute.

Quindi, il contributo di arti e cultura riguarda tanto la sfera psicologica individuale (nella gestione delle emozioni, ad esempio), quanto quella fisica (abbassando i livelli degli ormoni legati allo stress o rinforzando la risposta immunitaria), e poi quella sociale (riducendo la solitudine e l’isolamento), così come quella legata al comportamento (favorendo l’acquisizione di “buone pratiche”). «Riconoscere il ruolo delle arti nel migliorare la salute e il benessere - ha sottolineato Nils Fietje, riprendendo il rapporto dell’OMS - non dovrebbe rimanere un mero esercizio accademico, ma diventare la base per attuare politiche che sostengano interventi artistici in campo sanitario e che possano essere condivise tra diversi Paesi». 

**I PROGETTI VIRTUOSI   
**Ma a tre anni di distanza dal rapporto dell’Organizzazione Mondiale Sanità, che ne è dell’invito a progettare, concretamente, i luoghi di cura per migliorare il benessere fisico, mentale e sociale dell’individuo?  
Se lo sono chiesti gli organizzatori del Forum, che hanno così selezionato alcuni progetti virtuosi in Svizzera, e non solo, i quali sono ricorsi all’arte per - parafrasando Georges Braque, pittore e scultore francese - trasformare una ferita in luce. 

Il primo esempio di buone pratiche riguarda **l’ospedale pediatrico di Zurigo**, come ha ricordato il direttore ospedaliero e professore ordinario di pediatria all’Università di Zurigo (UZH), **Michael Grotzer**, nel suo intervento in occasione del Forum. Con la collaborazione dell’artista statunitense **James Turrell**, gli spazi dell’ospedale sono stati ripensati **per lasciare spazio alla luce** (sia del giorno, sia quella della notte). Questo aiuta - si è visto - a migliorare la salute dei piccoli pazienti, ma è anche di sostegno ai familiari e accompagnatori, oltre a rendere più gradevoli le condizioni di vita e di lavoro di medici e operatori sanitari. A questo punto, come ha sottolineato  Grotzer, «il fatto che la luce e il colore influenzino la salute e il benessere non dovrebbe essere solo una preoccupazione dei designer e degli psicologi, ma anche dei clinici». 

Il secondo esempio, rimanendo sempre in ambito pediatrico, arriva da **Helsinki**, si chiama **“Soundscape”** e riguarda l’Ospedale pediatrico della capitale finlandese. Sviluppato e realizzato tra il 2017 e il 2018 dagli studenti di Sound in New Media MA del Media Lab dell’Università di Aalto,  “Soundscape” - che è stato presentato al Forum dal ricercatore che ha seguito il progetto, **Antti Ikonen** - propone un design di colori, materiali e anche suoni, creando un ambiente sonoro rilassante per i bambini, i loro familiari e il personale medico. Attraverso sessanta altoparlanti posizionati nelle sale dell’ospedale, i sottofondi musicali - che ricordano lo scorrere dell’acqua o il cinguettio di uccelli, accompagnati da strumenti diversi - sono appositamente pensati, modellati e poi programmati (da un computer) per i bambini, i quali hanno una percezione uditiva differente da quella degli adulti. Il progetto è stato premiato con il [Grand Prix 2019 (International Sound Awards)](https://www.international-sound-awards.com/helsinki-childrens-hospital/), mentre all’ospedale è stato riconosciuto il “Finlandia Prize for Architecture” nel 2018.

**I VINCITORI DEL CONCORSO NAZIONALE CULTURA E SALUTE   
**Parlando dell’impatto concreto della musica sulla salute, va certamente ricordata anche l’applicazione del suono nella terza età e il progetto del quale ha parlato **Paolo Paoloantonio**, musicista, ricercatore presso il Conservatorio della Svizzera italiana (CSI), e vincitore di uno dei tre premi del [Concorso nazionale dedicato a progetti di Cultura e salute in Svizzera](https://culturaesalute.ch/wp/wp-content/uploads/2021/10/Call-for-Case-Studies-IT-finale.pdf), indetto dalla IBSA Foundation per la ricerca scientifica e dalla Divisione cultura della Città di Lugano. Paolantonio ha presentato i risultati di **"Music in the community"**, un vero programma musicale di dieci sessioni che ha coinvolto, tra il 2015 e il 2017, ventidue residenti in case per anziani ticinesi e nove studenti del conservatori, con effetti molto positivi.

Un altro premio del Concorso è stato attribuito, invece, al progetto **"Scintille"**, curato da **Patrizia Nalbach**, artista, mediatrice culturale e musicoterapeuta, che si rivolge a persone con decadimento cognitivo a insorgenza senile (malattia di Alzheimer e altre forme di demenza), facendole uscire dai luoghi di cura e portandole negli spazi d’arte. 

Il terzo premio è andato a **Roberta Pedrinis**, ideatrice del progetto **"arteterapia nella riabilitazione del paziente oncologico"**. Due menzioni speciali, infine, per "Theatricality meets the world of dementia: TINCONTRONLINE", di **Rita Pezzati**, e "Teatro di quartiere", di **Patrizia Berger**.

**OSPEDALI E MUSEI   
**Ma durante il Forum è stato presentato da **Tobia Bezzola** (direttore del Museo d’Arte della Svizzera Italiana) anche **"In the public eye"**, un progetto sviluppato da una collaborazione fra lo stesso MASI e l’Ente Ospedaliero Cantonale. Nata nel 2017 - ha spiegato Bezzola - questa iniziativa è proseguita negli anni seguenti con la collocazione di opere d’arte negli spazi pubblici dell’**Ospedale Civico di Lugano** per «offrire a coloro che vi sono ricoverati, a chi vi lavora e a chi vi si reca in visita, la possibilità di un incontro con l’arte in un contesto diverso da quello istituzionale dei musei o delle gallerie. La presenza di opere d’arte in un luogo contrassegnato dall’esperienza della sofferenza e dal dolore, e nel quale si vivono sentimenti di fragilità e vulnerabilità, può offrire un supporto emotivo soprattutto perché l’arte ha la capacità di parlare a un livello profondo dell’animo umano, che non può essere raggiunto dalle parole».

Sempre in questo versante, il professor **Enzo Grossi** (docente di cultura e salute presso la Facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Torino) ha ricordato l’accordo tra il Museo delle Belle Arti di Montreal e un’associazione di medici francofoni canadesi, **per visite al museo prescritte gratuitamente dal medico**: «È la prima iniziativa al mondo - ha spiegato Grossi - che ha come obiettivo quello di consentire ai pazienti e ai loro familiari e badanti di godere dei benefici dell’arte sulla salute». 

**BISOGNA COMUNICARE DI PIÙ   
**«Conoscevate già alcuni di questi progetti?» - ha chiesto al pubblico **Catterina Seia**, co-conduttrice del Forum. Il silenzio della platea ha raccontato bene quanto ci sia ancora da fare per comunicare queste iniziative. «Bisogna contribuire a risvegliare la consapevolezza che arte e cultura non sono soltanto attività piacevoli - ha detto **Silvia Misiti**, direttrice di IBSA Foundation - ma possono dare anche un importante (e scientificamente comprovato) contributo sia nell’ambito della prevenzione delle malattie e della promozione della salute, sia in quello della gestione della cura e del trattamento di diverse patologie».

*A cura di Valeria Camia con   
Paolo Rossi Castelli 

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