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title: "Flourishing: fiorire attraverso le arti"
description: Si può fiorire come individui e come società, allenando l’affettività, la positività e le nostre potenzialità.
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# [Flourishing: fiorire attraverso le arti](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/fluorishing-fiorire-attraverso-arti)

 Scritto da [Catterina Seia](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/catterina-seia) | 30 apr 2024

La salute è vera solo se condivisa? Si può fiorire come individui e come società, combattere il senso di vuoto e insoddisfazione generale allenando l’affettività, la positività e le nostre potenzialità.  L’arte, ad esempio, gioca un ruolo fondamentale nell'aiutarci a prosperare e nell’ aumentare il senso di benessere.  

La salute è “solo” una questione di sanità fisica e mentale o essere in salute include la piena fioritura come individui e comunità, il raggiungimento della pienezza?  

Nei primi anni del duemila la **psicologia positiva** iniziò a promuovere una visione ampia della “*salute mentale volta a valorizzare le potenzialità, la motivazione, le capacità individuali, senza negare o trascurare la patologia e la disfunzionalità la sofferenza delle persone, famiglie e comunità*” ([Seligman e Csikszentmihalyi, 2000](https://www.researchgate.net/publication/11946304_Positive_Psychology_An_Introduction)). 

Fa il suo ingresso il concetto di ***Flourishing**** (prosperità) come configurazione di ****benessere soggettivo e psico-sociale***. Uno dei primi ad utilizzare questo termine fu Corey Keyes, docente all’Università Emory, per indicare il raggiungimento del più alto grado di salute a cui aspirare, soprattutto mentale (Keyes e Haidt, 2002). Nella sua traduzione letterale il significato è fiorire, ovvero “*vivere un ventaglio di possibilità di funzionamento che connota produttività, crescita e resilienza*” ([Keyes, Shmotkin e Ryff, 2002](https://www.researchgate.net/publication/11321311_Optimizing_Well-Being_The_Empirical_Encounter_of_Two_Traditions)), ricavare **soddisfazione, affettività positiva e slancio vitale.** 

La *prospettiva è allo stesso tempo edonica *ed* eudaimonica. ***Edonica, **come ciò che rende felici: una dimensione del piacere legato a emozioni positive (Kahneman, Diener, & Schwarz, 1999). **Eudaimonica** come costruzione di significati, l’auto-realizzazione delle potenzialità individuali (Ryan & Deci, 2001), relazione con il mondo (Nussbaum & Sen, 1993), per una visione salutogenica (Antonovsky, 1979), dei fattori e contesti che contribuiscono a realizzare ben-essere. 

 

Contro il languishing: percorsi e tecniche

l Flourishing “*enfatizza le ****risorse e potenzialità dell’individuo**** anziché carenze, deficit e patologie” ed è quindi presupposto per la ****promozione della salute**** in un approccio ****bio-psico-sociale*** (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000). È una strategia attivabile in tutto l’arco di vita, dall’infanzia alla terza età, per progettare percorsi di potenziamento e ri-attivazione delle risorse personali per affrontare e gestire in modo duttile, ottimistico e positivo le sfide che ci presenta la vita. E aiuta a strutturare riserve cognitive per superare il rischio di “***languishing”*** cioè il languire in uno stato di malessere, la mancanza di motivazione e di mete, il senso di vuoto che una gran parte della popolazione ha sperimentato dopo il caos, il dolore e lo stress della pandemia e le incertezze del contesto internazionale. 

Dal 2014 l’**Università della Pennsylvania **porta avanti [**Humanities and Human Flourishing**](https://www.humanitiesandhumanflourishing.org/)**- **[**HHF**](https://www.humanitiesandhumanflourishing.org/)** un programma interdisciplinare**, **per esplorare come le arti possano contribuire a generare ben-essere, individuale e comunitario, a farci fiorire**. Arti intese in senso ampio, antropologico, ciò che ci rende umani. Il progetto, realizzato all'interno del centro di psicologia positiva dell’università, è stato fondato ed è diretto da James O. Pawelski, pluripremiato professore di psicologia positiva.  

Cuore del programma sono la ricerca, la comunicazione scientifica e la sua divulgazione. Dal percorso sono state infatti prodotte pubblicazioni scientifiche di riferimento, come una collana di otto libri, ognuna dedicata a una delle discipline umanistiche prese in considerazione in rapporto al ben-essere: studi religiosi e teologia, filosofia, storia, studi sui film e sui media, letteratura, studi sul teatro e sulla performance, musica e arti visuali. Con *The *[*Oxford Handbook of the Positive Humanities*](https://www.humanitiesandhumanflourishing.org/oxford-handbook-of-the-positive-humanities) vengono raccolte riflessioni di autori provenienti da diverse discipline che illustrano i** percorsi neurologici, cognitivi, emozionali, comportamentali e sociali che conducono al ben-essere nelle loro relazioni con le arti e le humanities**. 

Tra gli ambiti indagati da HHF, quello museale ha un posto di rilievo, con diverse linee di azione. Già nel 2019 [l’OECD (Organization for Economic Co-operation and Development)](https://www.oecd.org/about/) in un [report](https://www.oecd-ilibrary.org/docserver/9a855be5-en.pdf?expires=1710169925&id=id&accname=ocid56023214&checksum=8D283F69805FB2D398B84F29FD84DA96) realizzato congiuntamente con [ICOM (International Council of Museum)](https://icom.museum/en/) aveva messo in evidenza il ruolo potenziale dei musei nel promuovere ben-essere.

Il progetto di ricerca [**Art Museums for Wellbeing**](https://www.humanitiesandhumanflourishing.org/art-museums) indaga e approfondisce i meccanismi di interazione, delle diverse pratiche per favorire il disegno di percorsi di ben-essere sulla base dell’impatto atteso.

 

### Le strategie di Flourishing dell’Art Museums for Wellbeing

L’ **Art Museums and Human Flourishing **è focalizzato sull’**innovazione digitale** che sta rivoluzionando le strategie delle istituzioni culturali, le relazioni e il comportamento dei pubblici e investiga il potenziale di salute delle esperienze di fruizione artistica in un ambiente virtuale. Uno dei progetti consisteva nell’esaminare gli effetti di prosperità della visione di **opere d'arte in una galleria virtuale**. Per questo esperimento è stato preso in considerazione un campione di 687 persone in quattro sessioni di fruizione nel corso di cinque settimane, con istruzioni di visione variabili progettate per aumentare l'immersione nell’esperienza. A un campione di partecipanti è stata proposta la lettura dell’opera d’arte, ma non la sua visione, che si è rivelata determinante rispetto alla profondità dell’esperienza. L’**aumento** generalizzato del **livello di ben-essere** non si è rivelato correlato alle diverse condizioni di immersività che, analizzate in alcune dimensioni attraverso la somministrazione di quesiti in **scala Likert**, hanno segnalato aspetti predittivi sul ben-essere, come **l’impegno**, la **creazione di significato**, il **senso di autonomia** ([Cotter, K.N.; Crone, D.L.; Rodriguez-Boerwinkle, R.M.; Boerwinkle, M.; Silvia, P.J.; Pawelski, J.O., 2022](https://www.mdpi.com/2076-328X/12/12/500)).            

Con la ricerca [**The** **Core Art Museum Survey for Well-Being**](https://static1.squarespace.com/static/59ea01ec32601eb275e495ad/t/63ffbdb46cfc301170282167/1677704629069/Core+Museum+Survey_Research+Summary+and+Guidelines+for+Use.pdf)**,** in collaborazione con il proprio network museale -Carnegie Museum of Art, il museo di Andy Warhol e il Westmoreland Museum of American Art- l’Ente ha identificato *best practices *sulla base di cinque aree relative al *Flourishing* dei visitatori. Le esperienze virtuose hanno **inciso positivamente** sul **disagio psicologico** e sull’**empatia**, **significato**, **autostima** positiva e **connessione sociale**.  

Ma dal progetto **Museum Professionals and Well-Being **che indaga, nella concretezza delle esperienze e pratiche museali, quanto gli esiti di salute siano effettivamente un obiettivo dei musei, emerge che la strada da compiere è ancora molta. L’analisi è condotta attraverso analisi qualitative (questionari, osservazioni) volte a comprendere le strategie, le competenze e le pratiche dei professionisti museali. Dall’intervista di oltre 200 operatori di più di 100 musei USA, è emerso che il ben-essere dei visitatori non è ancora una priorità per molte realtà, come il disegno di obiettivi di ben-essere. Dalla ricerca emerge inoltre che i musei attualmente non sono sufficientemente organizzati e competenti rispetto a questa sfida sociale (Katherine N. Cotter, Damien L. Crone & James O. Pawelski, 2022) e si raccomanda una maggiore collaborazione tra operatori museali e ricercatori per esplorare questo orizzonte di possibilità. Per favorire lo sviluppo di queste prospettive HHF sta lavorando a un tool per la valutazione del ben-essere generato sui visitatori. 

### Arte e humanities: un Modello Concettuale

Cosa distingue l’approccio programma universitario Humanities** and Human Flourishing** configurando un modello di ispirazione? L’adozione di un modello concettuale rigoroso ([Tay, Pawelski, & Keith, 2018](https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17439760.2017.1279207); [Shim, Tay, Ward, & Pawelski, 2019](https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/1089268019832847)) che analizza la partecipazione nelle arti/humanities dal punto di vista del *what*, del contenuto dello specifico coinvolgimento culturale, del *how*, ovvero come l’arte in oggetto coinvolge dal punto di vista comportamentale e attitudinale e del *why*, dei fini e dei propositi di tale coinvolgimento. Include uno spettro ampio di arti, ma le verifica in modo puntuale, con modalità diversificate in relazione alle pratiche. Bilancia la dimensione di ricerca e riflessione teorica con quella di ricerca empirica sul campo, collegando gli studi alle esperienze in una logica di reciproco potenziamento e nutrimento.  

Non mancano, più vicino a noi da questa parte dell’oceano, esperienze sia di pratica sia di ricerca in questo campo. A operatori, ricercatori, visitatori, alla comunità intera, il compito di coltivarle per farle e farci fiorire.   

 

         

 

By Catterina Seia –Presidente CCW- Cultural Welfare Center   
Marta Reichlin- PHD, Area Ricerca CCW 

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