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title: Diabete 1, nuova terapia con le staminali
description: Risultati positivi per una tecnica sperimentata su 26 pazienti da alcuni ricercatori. Le cellule si differenziano nell’arco di 6 mesi e producono insulina.
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# [Diabete 1, nuova terapia con le staminali](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/nuova-terapia-staminali-contro-diabete)

 Scritto da [Paolo Rossi Castelli](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/paolo-rossi-castelli) | 20 gen 2022

Risultati positivi (anche se da migliorare) per una tecnica sperimentata su 26 pazienti da un team di ricercatori olandesi e canadesi. Le cellule si differenziano nell’arco di 6 mesi e producono insulina.

Cento anni dopo la scoperta dell’insulina, due studi, pubblicati sulle riviste scientifiche [Cell Stem Cell](https://www.cell.com/cell-stem-cell/fulltext/S1934-5909(21)00415-X?utm_source=EA) e [Cell Reports Medicine](https://www.cell.com/cell-reports-medicine/fulltext/S2666-3791(21)00338-4?utm_source=EA), rappresentano un **momento importante per la ricerca di cure efficaci contro il diabete di tipo 1**. Questa malattia è autoimmune e le cellule beta del pancreas che producono proprio l’insulina vengono progressivamente distrutte dall’attacco errato del sistema immunitario. I due studi hanno dimostrato, per la prima volta nei pazienti, che **il trapianto di cellule staminali e la loro successiva maturazione in cellule beta mature può funzionare**.

 

L’insulina, lo ricordiamo, è l’ormone che svolge un ruolo fondamentale nel passaggio del glucosio (zucchero) dal sangue a tutte le cellule dell’organismo, che lo utilizzano poi per produrre energia.

**I primi tentativi di rimpiazzare le cellule beta del pancreas distrutte dal sistema immunitario con cellule indifferenziate**, ma capaci di specializzarsi e di secernere insulina in modo più fisiologico rispetto agli attuali sistemi (iniezioni di insulina sintetica), risalgono al 2006, ma i risultati **sono sempre stati insoddisfacenti**, a causa dei troppi ostacoli tecnici e clinici.  

**Complessi anche i tentativi di trapiantare intere “isole” di cellule beta pancreatiche**. Da allora i diabetologi dell’Università di Leida, in Olanda, e quelli dell’Università della British Columbia canadese, hanno continuato a studiare **le cellule staminali pluripotenti** (in sigla, PSC) di derivazione embrionale, **riuscendo a ottenerne una versione capace di stimolare anche la formazione di vasi sanguigni**, una volta impiantate: elemento essenziale per il buon funzionamento della terapia. I nuovi vasi rendono infatti possibile la sopravvivenza e la maturazione di queste cellule verso strutture realmente funzionanti.

**Negli animali da laboratorio le PSC hanno dato ottima prova di s****é****, e per questo si è passati ai primi volontari umani**: 26 pazienti, nei quali si volevano verificare, innanzitutto, la sicurezza della tecnica, e poi i primi segnali associati alla funzionalità delle cellule trapiantate.

**Inserimento sotto la pelle  
****Dal punto di vista chirurgico non sono emerse particolari difficolt****à** per l’impianto delle staminali, avvenuto sottocute, mentre da quello fisiologico si è visto che le cellule maturano entro 26 settimane, si differenziano e poi secernono insulina in risposta alla glicemia, anche se per il momento la quantità non si è rivelata tale da poter eliminare l’assunzione dell’ormone sintetico o dei farmaci ipoglicemizzanti.

**A un anno dal trapianto, comunque, i pazienti avevano ridotto la necessit****à ****di insulina del 20%**, ed erano rimasti il 13% di tempo in più entro i limiti fisiologici di concentrazione degli zuccheri nel sangue: un passo avanti significativo.

**Tuttavia, la tecnica comporta anche una massiccia dose di immunosoppressori per evitare il rigetto** (perché le staminali, pur essendo umane, non vengono prelevate dal paziente), con conseguenze che in due casi si sono rivelate molto pesanti.

**Numerosi aspetti da mettere a punto  
****Ulteriori test hanno mostrato che le cellule impiantate erano ancora vitali 59 settimane dopo l****’****impianto**, anche se la proporzione relativa tra i diversi tipi cellulari era diversa rispetto a quella che si ha nel pancreas.

**Nulla si sa, poi, della durata totale delle cellule**: non è chiaro, cioè, se una volta maturate le PSC vadano incontro a morte, oppure se costituiscano un sistema che si mantiene vitale e attivo.  
**Per ora, quindi, gli esiti non sono ottimali, e restano numerosi aspetti da migliorare e da comprendere**, quali - come dicevamo - la quantità di cellule da impiantare, il dosaggio degli immunosoppressori e molto altro. Tuttavia, il risultato è considerato estremamente positivo, perché è la prova del fatto che la via è percorribile.

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