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title: Come lo smart clothing monitora movimenti e salute con sensori nei vestiti
description: Una ricerca mostra che sensori integrati in abiti larghi possono riconoscere i movimenti umani meglio dei wearable tradizionali e potrebbe rivoluzionare monitoraggio della salute e prevenzione.
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# [Come lo smart clothing monitora movimenti e salute con sensori nei vestiti](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/sensori-nei-vestiti-come-lo-smart-clothing-monitora-movimenti-e-salute)

 Scritto da [Redazione IBSA](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/redazione) | 03 apr 2026

Una camicia, una manica o persino un calzino potrebbero diventare in futuro strumenti avanzati per monitorare i **movimenti del corpo**, e quindi anche la nostra salute. È quanto suggerisce un [nuovo studio pubblicato su ](https://www.nature.com/articles/s41467-025-67509-7)[*Nature Communications*](https://www.nature.com/articles/s41467-025-67509-7), che mette in discussione una delle convinzioni più radicate nel campo della **tecnologia *wearable***, che già conosciamo grazie a ***smartwatch*** e braccialetti “intelligenti” con cui monitoriamo ad esempio l’attività cardiaca mentre facciamo **attività fisica**.

Secondo lo studio, per ottenere misurazioni accurate i **sensori** non devono essere aderenti alla pelle. La ricerca, condotta da studiosi britannici del King’s College di Londra e uscita quest’anno, dimostra infatti che i sensori integrati in abiti larghi o tessuti morbidi possono riconoscere e persino prevedere i **movimenti** umani con maggiore precisione rispetto ai sensori fissati direttamente sul corpo.

## **Sensori dentro i vestiti: perché funzionano meglio gli abiti larghi **

Lo studio, che ha analizzato il modo in cui i movimenti del tessuto reagiscono alle azioni del corpo, ha chiarito che i sensori applicati su **tessuti non aderenti** possono migliorare l’accuratezza del riconoscimento del movimento fino al 40 per cento rispetto ai tradizionali sensori fissati su polso o corpo. Inoltre, richiedono circa l’80 per cento in meno di dati di movimento per identificare correttamente un’azione.   
Ciò sembrerebbe legato alla dinamica dei tessuti: quando una persona muove un braccio, ad esempio, la manica non segue semplicemente il movimento ma si piega, si gonfia e oscilla. Questo comportamento non è confondente per il **sensore**, ma anzi crea un pattern complesso di **micro-movimenti** che amplifica le informazioni, trasformando quello che prima veniva considerato “rumore” in un segnale ricco di dati.

## **Gli esperimenti: dal robot agli esseri umani **

Per verificare questa ipotesi, il team ha condotto diversi esperimenti con sistemi meccanici, robot e volontari umani. In una fase iniziale, un braccio robotico è stato dotato sia di sensori rigidi che di sensori applicati su una striscia di tessuto. I risultati hanno mostrato che il sensore sul tessuto riusciva a distinguere meglio **movimenti** molto simili tra loro, soprattutto quando le differenze erano minime. Successivamente, 22 volontari hanno indossato camicie dotate di due **sensori**: uno posizionato sul polso e uno su una manica larga. Nei compiti più difficili, il sensore sulla manica ha mostrato prestazioni superiori di circa 10-15 punti percentuali rispetto a quello sul polso. 

## **Che cosa misurano i dispositivi indossabili **

Lo studio può avere un impatto importante: sensori così performanti, collocati nei vestiti, li rendono “intelligenti” e capaci di valutare molti parametri utili per monitorare la salute. È il cosiddetto ***smart clothing***: magliette, guanti, reggiseni o calze saranno sempre di più in grado, in futuro, di monitorare parametri quali la **postura e l’attività muscolare** ma anche l’**attività cardiaca** o r**espiratoria**, la **temperatura corporea**, la **sudorazione** o vari indicatori di **stress** e **fatica**. Tutto ciò, a diversi scopi. Ad esempio…

- supportare la **riabilitazione motoria**, grazie a sensori che monitorano postura e **movimenti del corpo**;
- prevenire le **cadute negli anziani**;
- monitorare la **qualità del sonno**, come sembra essere possibile grazie a un [prototipo di pigiama “intelligente” messo a punto all’Università di Cambridge](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/pigiama-intelligente-rivoluzione-monitoraggio-sonno?hsLang=it);
- gestire **patologie neurologiche**, grazie a sistemi in grado di registrare l’attività muscolare e il **movimento**;
- individuare segnali precoci di malattia e favorire dunque la **prevenzione secondaria**;
- supportare la gestione e il **follow up** di **patologie croniche**, migliorando ad esempio il monitoraggio respiratorio nei pazienti con malattie polmonari o quello cardiologico in pazienti cardiopatici.

Le informazioni rilevate da questi **tessuti intelligenti** possono essere raccolte e poi trasmesse a smartphone, piattaforme cloud o sistemi clinici consentendo un **monitoraggio continuo** e non invasivo delle attività svolte dal paziente nella vita reale da parte dei medici. 

## **Verso la medicina del futuro**

Oltre ad avere efficacia clinica, lo ***smart clothing*** potrebbe avere un impatto significativo anche dal punto di vista economico. Studi hanno mostrato infatti come il **monitoraggio continuo** dei pazienti permette infatti di ridurre **ricoveri** evitabili, migliorare la gestione delle **patologie croniche**, favorire la **telemedicina** e l’**assistenza domiciliare** e ridurre le **complicanze**.

In questo senso lo ***smart clothing*** potrà essere una componente centrale della medicina del futuro. I capi intelligenti potranno diventare veri e propri sistemi di **diagnosi precoce**, capaci di individuare segnali di malattia prima ancora che compaiano i sintomi. In prospettiva, la loro integrazione con le piattaforme sanitarie digitali potrà permettere ai medici di disporre di una visione continua dello stato di salute dei pazienti, migliorando la qualità dell’assistenza e rendendo più sostenibili i **sistemi sanitari**.

 

         

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