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Spiritualità e salute

Scritto da Catterina Seia | 29 ago 2025

In uno scenario di trasformazione delle relazioni sociali, accelerato dalla transizione digitale e caratterizzato da una instabilità crescente, la dimensione eudaimonica spirituale, di costruzione di senso individuale e collettivo, assume grande rilevanza per il ben-essere.  

Secondo numerose evidenze scientifiche, questa dimensione spirituale, non necessariamente religiosa, è capace di accelerare lo sviluppo del potenziale umano, generando benefici rilevanti nella resilienza, un maggiore senso di appartenenza, partecipazione civica e relazioni sociali più stabili.

 

Il legame tra spiritualità, benessere e salute

Il Global Flourishing Study, il primo studio longitudinale globale sulla fioritura umana, evidenzia con chiarezza un forte legame tra spiritualità, benessere e salute.  
È stato avviato nel 2021 da Gallup in collaborazione con l’Human Flourishing Program dell’Harvard Institute for Quantitative Social Science, il Baylor University’s Institute for Studies of Religion e il Center for Open Science in un orizzonte temporale quinquennale che coinvolge oltre 200.000 persone in 22 Paesi. 

LOrganizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha più volte affrontato il tema. Il lungo percorso è sintetizzato nel volume The Spirit of Global Health: The World Health Organization and the ‘Spiritual Dimension’ of Health, 1946–2021, frutto di un progetto di ricerca quadriennale coordinato dalla cattedra di Spiritual Care dell’Università di Zurigo. 

Nel 1984, la 37ª Assemblea Mondiale della Sanità adottò una decisione storica, approvando la risoluzione WHA 37.13, che invitava gli Stati membri a considerare la dimensione spirituale come parte integrante delle strategie sanitarie. 

Nel 2016, leader e rappresentanti di popolazioni indigene, con antropologi e medici provenienti da Paesi diversi – tra cui Amazzonia, Patagonia, Papua Nuova Guinea, Africa subsahariana, India, Cina, Melanesia e Polinesia – indirizzarono una lettera aperta all’OMS, chiedendo l’adozione di una nuova definizione di Salute che includesse esplicitamente la spiritualità.  

La dimensione spirituale è stata progressivamente riconosciuta e integrata in diversi strumenti e raccomandazioni dell’OMS, in particolare quelli relativi alla valutazione della qualità della vita e alle cure centrate sulla persona.  

 

Misurare l'impatto della spiritualità sulla salute

Con l’acronimo WHOQOL-SRPB (World Health Organization Quality of Life – Spirituality, Religiousness and Personal Beliefs) si indica una modalità di valutazione della qualità della vita che affianca quella tradizionale centrata sulle componenti fisiche, psicologiche, sociali e ambientali con una prospettiva capace di esplorare ciò che dà senso e speranza alle persone, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.

Introdotto nel 1988, è considerato uno degli strumenti scientificamente affidabili per misurare l’impatto della spiritualità sulla salute e sulla percezione soggettiva del benessere della persona.


La spiritualità nella definizione di Wellness

La dimensione spirituale è stata inoltre inclusa nella definizione di Wellness, aggiunta nel 2006 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel documento Health Promotion Glossary, secondo la quale il ben-essere comprende due aspetti fondamentali: la realizzazione del pieno potenziale dell’individuo a livello fisico, psicologico, sociale, spirituale ed economico, e il soddisfacimento delle aspettative legate al proprio ruolo nella famiglia, nella comunità, sul posto di lavoro e in altri contesti di vita.  

Nell’Health Promotion Glossary of Terms 2021  il termine Well-being è inserito tra i  termini fondamentali. La dimensione spirituale non compare in modo esplicito, ma vengono richiamati elementi come la ricerca di senso e l’orientamento verso uno scopo più profondo, edonici (emozioni, sentimenti, umore, felicità, gioia…) ed eudaimonici.  

In questa direzione, il documento OMS del 2023 Achieving well-being: a global framework for integrating well-being into public health utilizing a health promotion approach, proponendo un quadro strategico globale per integrare il ben-essere nelle politiche sanitarie presenta una visione integrata della salute che comprende il ben-essere fisico, mentale, psicologico, emotivo, spirituale e sociale.

 

Evidenze scientifiche sull'impatto della spiritualità come risorsa terapeutica

Un corpus sempre più solido di studi empirici conferma l’associazione tra la dimensione spirituale ed esiti positivi in ambito sanitario.  

 

L'indagine globale di McKinsey Health Institute

Un’indagine globale realizzata dal McKinsey Health Institute (2024), che ha coinvolto 41.000 persone intervistate in 26 Paesi, ha rilevato che coloro che coltivano la salute spirituale – non necessariamente legata alla dimensione religiosa, ma piuttosto alla capacità di attribuire significato all’esistenza, di sentirsi connessi a qualcosa di più grande e di riconoscere un chiaro senso di scopo nella vita – mostrano frequentemente effetti positivi sul piano fisico, mentale ed emotivo, suggerendo una stretta interdipendenza tra salute spirituale e benessere complessivo.

 

I 13 studi condotti tra il 2005 e il 2022

I risultati dell’indagine trovano riscontro anche in numerose ricerche scientifiche. Ne è un esempio una recente revisione sistematica pubblicata nel 2024,  The impact of spiritual care on the psychological health and quality of life of adults with heart failure, che ha analizzato 13 studi randomizzati condotti tra il 2005 e il 2022, su un totale di 882 pazienti con insufficienza cardiaca. 

Gli interventi esaminati – tra cui meditazione, supporto spirituale, pratiche religiose e approcci cognitivi orientati al significato della vita – sono stati integrati alle cure mediche standard.  

I risultati mostrano effetti positivi e clinicamente rilevanti: 

Qualità della vita: in 8 studi i partecipanti ai programmi spirituali hanno riportato un miglioramento significativo nella qualità della vita, con livelli di soddisfazione superiori rispetto ai gruppi di controllo. 
Salute emotiva: 8 studi hanno evidenziato una riduzione di ansia e depressione nei pazienti del gruppo sperimentale, con punteggi più alti di ben-essere emotivo. 
Funzione fisica: in 2 studi la meditazione ha contribuito a migliorare pressione arteriosa e capacità di esercizio. 
Salute mentale generale: 2 studi hanno rilevato un aumento del ben-essere spirituale e della stabilità psicologica. 

Queste evidenze confermano che la cura spirituale, integrata nell’assistenza sanitaria, può potenziare gli esiti psicologici e la qualità della vita nei pazienti cardiopatici. Inoltre, la diversità degli interventi sperimentati offre una prospettiva innovativa su come l’assistenza spirituale possa essere modulata in base alle esigenze specifiche dei pazienti, tenendo conto delle differenze culturali e religiose. 

 

Altri risultati provenienti dalla letteratura

Ulteriori risultati incoraggianti emergono da un’altra revisione della letteratura pubblicata nel 2024 su "Journal of Psychosocial Nursing and Mental Health Services", che ha esaminato 16 studi sul ruolo della spiritualità nel processo di guarigione di persone con gravi disturbi mentali, pubblicati tra il 2019 e il 2023, comprendenti ricerche sia quantitative sia qualitative condotte in diversi Paesi, tra cui Spagna, Turchia, Indonesia, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi Bassi e India. 

I risultati indicano che la spiritualità contribuisce a rafforzare l’autostima, la speranza e il senso di autoefficacia nelle persone con disturbi mentali gravi. Un approccio spirituale all’elaborazione della sofferenza può rappresentare anche una strategia emotiva efficace per sviluppare positività e rafforzare l’ottimismo. 

Tra le pratiche più frequentemente menzionate nella letteratura si trovano la preghiera, la recitazione di testi sacri, il digiuno, lo zikr, lo yoga, la meditazione, ma anche attività come la lettura e la creazione artistica. In numerosi contesti culturali, spiritualità e religiosità sono considerate risorse fondamentali per alimentare speranza e fiducia nel processo di guarigione, in quanto facilitano lo sviluppo di capacità di adattamento, come il controllo della rabbia, la riduzione dell’ansia e l’incremento di sensazioni di pace e felicità.

Riconoscere il disturbo come parte dell’esperienza esistenziale può attivare un processo trasformativo di rielaborazione e interiorizzazione, che rafforza il senso di autonomia e responsabilità nella gestione della malattia.

 

Per non concludere

Va in questa direzione il crescente sviluppo di percorsi di ricerca sulla mindfulness condotti anche per il ben-essere dei curanti, come quello varato all’ospedale S. Anna dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.  

Nonostante le evidenze scientifiche sull’efficacia della dimensione spirituale come parte integrante della cura, orientata al miglioramento della salute e della qualità della vita, la sua piena integrazione nei sistemi sanitari continua a incontrare alcune resistenze, non solo istituzionali, ma culturali. Per superare queste barriere, è fondamentale promuovere una maggiore sensibilizzazione e offrire una formazione adeguata agli operatori sanitari, supportata da linee guida capaci di valorizzare e rispettare le convinzioni spirituali e culturali dei pazienti.

Una visione più ampia della cura spirituale – intesa non solo come pratica religiosa, ma come insieme di valori, credenze e rituali che sostengono il ben-essere emotivo e psicologico – può arricchire e rendere più efficace l’approccio clinico.

 

         

 

A cura di Catterina Seia (Presidente CCW – Cultural Welfare Centre) e Elena Rosica ( Cultural Welfare Center (CCW), Research Area)