“Genesi” di Guido Tonelli è un affascinante racconto scientifico che in sette capitoli ripercorre la storia dell’Universo. Un’impresa grandiosa che l’autore, fisico del CERN di Ginevra e coordinatore di uno dei due gruppi di scienziati che ha scoperto il Bosone di Higgs, ripercorre con naturalezza, in un libro agile che si tiene lontano il più possibile dal linguaggio specialistico degli scienziati per facilitare al lettore la comprensione di concetti molto complessi, che non coinvolgono solo l’astrofisica.

Scrive Tonelli:

Nasce tutto da una domanda, semplice e ineluttabile: ‘Da dove viene tutto questo?’

Una domanda che risuona tuttora, a ogni latitudine, fra individui appartenenti alle culture più diverse, tratto comune di civiltà apparentemente lontanissime. Se la pongono bambini e manager, scienziati e sciamani, astronauti e ultimi rappresentanti di quelle piccole popolazioni di cacciatori-raccoglitori che sopravvivono, isolate, in alcune regioni del Borneo o dell’Amazzonia.

Una questione talmente primordiale che qualcuno immagina ci sia stata tramandata, addirittura, dalle specie che ci hanno preceduto.

genesi di guido tonelli Quella raccontata da “Genesi” è una storia straordinaria, che supera per audacia e immaginazione la trama di qualsiasi libro di fantascienza: applicando le leggi della meccanica quantistica si scopre che la nascita dell’universo è dovuta a un’impercettibile trasformazione subita dallo stato di vuoto, che poi via via ha prodotto lo spazio e il tempo, la materia e l’energia, i pianeti, le galassie e tutti gli esseri viventi.

La sconvolgente sequenza di trasformazioni che ha dato origine a ogni forma di vita è così spiegata dall’autore in un’intervista:

In un momento magico, che oggi possiamo collocare quando è passato appena un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, la temperatura scende abbastanza da far sì che la miriade di bosoni di Higgs, che fino a un attimo prima vagava ovunque, si cristallizza in un campo scalare che occupa l’universo intero. Il nuovo venuto separa definitivamente l’interazione debole da quella elettromagnetica e assegna una massa specifica alle particelle elementari che possono così aggregarsi a formare prima protoni stabili, poi atomi, stelle, galassie e pianeti, fino a giungere a noi. Le cose, tutte le cose, comprese le forme di vita che sono scaturite al culmine di una lunga evoluzione, hanno avuto origine dalla sottile imperfezione che ha rotto quella perfetta simmetria.

Ma come è stato possibile ricostruire con precisione scientifica, quanto è avvenuto più di 13 miliardi di anni fa?

Grazie a quella macchina meravigliosa che risponde al nome di acceleratore di particelle.

Gli acceleratori di particelle sono moderne macchine del tempo: ci riportano indietro di miliardi di anni permettendoci di studiare i fenomeni all’origine del nostro universo. Nelle collisioni si percuote il vuoto, e se ne ricavano particelle materiali. È un’applicazione della famosa relazione di equivalenza fra massa ed energia di Einstein. […] Sono quindi fabbriche di particelle estinte, che riportano in vita, per frazioni di secondo, forme di materia scomparse subito dopo il Big Bang.

Certo, possiamo chiederci: siamo davvero sicuri che sia andata proprio così? Diciamo che ci sono buone e ragionevoli possibilità che questa ricostruzione sia realmente attendibile. Servono ancora molte prove, ci sono ancora alcuni punti oscuri, ma le scoperte degli ultimi decenni ci hanno permesso di capire con precisione quali sono stati i meccanismi che hanno innescato tutto il processo.

In ogni caso, il racconto delle origini che deriva dalla scienza moderna ha una consistenza e una completezza, ma anche un potere immaginifico, molto superiori a quella di qualsiasi racconto mitologico. E produce cambiamenti radicali nel nostro modo di considerare il mondo e di collocare noi stessi:

La scienza procede incessantemente e cambia il modo di vedere e raccontare il mondo. Ogni volta che questo succede cambia tutto. Non solo per gli strumenti e le tecnologie che ne nascono, ma soprattutto perché, cambiando i paradigmi, si modificano tutte le nostre relazioni. Quando si guarda al mondo con occhi diversi cambia la nostra cultura, l’arte, la filosofia. Conoscere e anticipare questi cambiamenti significa avere gli strumenti per costruire una comunità di umani migliore. Per questo arte, scienza e filosofia sono ancora oggi discipline fondamentali, quelle che danno consistenza al nostro essere umani. Questa visione unitaria del mondo, che nasce dal nostro passato più remoto, è tuttora lo strumento più adatto per affrontare le sfide del futuro.

La cultura, la consapevolezza della nostra storia e delle nostre radici più profonde sono una specie di ‘superpotere’ che ci aiuta a sopravvivere anche nelle condizioni più estreme. Avere un’identità, poter collocare la nostra storia e quella di quanti ci hanno preceduto in una lunga catena di avvenimenti che affonda le radici in un passato lontano, ci permette di immaginare un futuro:

Ecco perché siamo ancora qui, a migliaia di generazioni di distanza a dare valore all’arte, alla filosofia, alla scienza. Perché noi siamo gli eredi di questa selezione naturale. Gli individui e i gruppi più capaci di sviluppare un universo simbolico hanno goduto di un grosso vantaggio evolutivo, e la loro discendenza siamo noi.

Nel mondo circa 100 milioni di persone vengono infettate ogni anno dal batterio Chlamydia trachomatis, che colpisce in prevalenza le donne.