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I ricercatori dell’università di Manchester, in Gran Bretagna, sono riusciti a produrre tessuto renale umano, partendo da cellule staminali embrionali, che sono state coltivate in laboratorio, combinate a un particolare tipo di gel, e poi inserite come un “grumo” minuscolo sotto la pelle dei topi da esperimento. Come riferiscono gli studiosi sulla rivista scientifica Stem Cell Reports, dopo tre mesi le cellule avevano riprodotto le principali strutture del rene: i tubuli prossimali e distali, le anse di Henle, la capsula di Bowman e la rete di microcapillari. Mancava l’arteria principale, tipica del rene, ma i ricercatori stanno cercando di “aggiungere” anche quella, grazie alla collaborazione con i chirurghi della stessa Università. Ciò che più conta, in ogni caso, è che la nuova unità renale è apparsa in grado di funzionare come un rene in miniatura, filtrando e secernendo urina.
Questo tipo di tecnica non permetterà, almeno in tempi brevi, di sostituire un rene malato, ma potrà essere molto utile per studiare le patologie renali e le relative terapie.

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