In Curiosità scientifiche

 

“Credo che la matematica sia così efficace da poterci offrire uno sguardo nuovo su quasi ogni cosa. Anche una misteriosa come l’amore”.

È questa la convinzione espressa da Hannah Fry, ricercatrice di Matematica e di Teoria della complessità presso il Centro di Analisi spaziale avanzata dell’University College di Londra e autrice del libro “La matematica dell’amore”.

Ma su cosa si basa questa affermazione?

Una prima spiegazione arriva all’inizio di questa TED Conference:

“L’emozione umana non è ordinata, razionale, facilmente prevedibile. Ma so anche che non per questo la matematica non ha qualcosa da offrirci perché l’amore, come gran parte della vita, è pieno di schemi e la matematica, in definitiva, è uno studio di schemi”.

L’idea dunque è andare a individuare la ripetitività, la ricorsività di una serie di situazioni e analizzarle applicando modelli statistici e di calcolo scientifico.

Per esempio: quello che fa avere successo in un sito di appuntamenti online non è minimizzare gli aspetti che possono essere poco affascinanti agli occhi di qualcuno:  meglio polarizzare i giudizi e farsi trovare molto attraenti da chi ci trova attraenti. È questa un’ingegnosa applicazione della teoria dei giochi che massimizza le nostre possibilità di conquistare chi ci piace.

E ancora: come faccio a capire quando è arrivato il momento di sistemarsi e scegliere il partner ideale? Semplice, servendomi di uno strumento matematico, “la teoria dell’interruzione ottimale”. In pratica, si replica un meccanismo collaudato in natura:

“Ci sono certi tipi di pesci che perseguono e adottano proprio questa strategia. Rifiutano ogni possibile partner che compare nel primo 37 percento della stagione degli amori, e poi scelgono il primo pesce dopo quella finestra che è, mettiamo, più grande e grosso di ogni pesce visto prima. Inconsciamente, credo che anche noi umani finiamo per comportarci così. Ci diamo un po’ di tempo per tastare il terreno, studiare il mercato, finché siamo giovani. Poi iniziamo a valutare seriamente i potenziali partiti, dopo i 25 anni”.

Ma forse il suggerimento più sorprendente di Hannah Fry è il terzo, dedicato a come evitare un divorzio.

Tutto nasce da un’indagine dello psicologo John Gottman, che assieme ai suoi colleghi ha osservato centinaia di coppie mentre conversavano e per ciascuna di esse è riuscito a prevedere se avrebbero divorziato in futuro, con un’accuratezza del 90 per cento.

Come ha fatto? Ha registrato tutto: cosa veniva detto nella conversazione, la conduttività della pelle, le espressioni facciali, il ritmo cardiaco, la pressione del sangue. E poi ha applicato le equazioni di un matematico, James Murray, per capire cosa causava le “spirali di negatività” nella conversazione e come si presentavano. Queste equazioni dipendono dall’umore della persona quando sta da sola; dall’umore della persona quando è col partner; ma soprattutto, dipendono da quanto marito e moglie si influenzano reciprocamente.

Il risultato finale è stato sorprendente:

“Pensavo che un buon matrimonio fosse questione di comprensione e compromessi, e di lasciare al partner i suoi spazi. Perciò avrei pensato che forse le relazioni più di successo fossero quelle con una soglia di negatività molto alta. Dove le coppie ‘lasciano andare’ e sollevano una polemica solo per le cose più serie. Ma in realtà, la matematica e le scoperte successive del team hanno dimostrato che è vero l’esatto opposto”. 

A quanto pare le coppie migliori sono quelle che discutono su tutto e si concedono a vicenda uno spazio per le lamentele. Quelle che cercano in continuazione di “ripararsi” senza permettere alle cose più banali di condizionarle.

Da queste considerazioni argute – che abbiamo apprezzato particolarmente perché riescono a giocare con la scienza senza rinunciare alla sua attendibilità – possiamo capire che la matematica è utilissima non solo per capire il funzionamento della natura, ma anche nel descrivere e prevedere i complessi meccanismi delle relazioni umane. A patto di avere spirito d’osservazione, una mente aperta e un ottimo senso dell’umorismo. Proprio come Hannah Fry.

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