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I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston si sono ispirati ai meccanismi biologici del pesce palla per realizzare una particolare pillola che può essere normalmente ingerita ma, appena raggiunge lo stomaco, si allarga a dismisura, fino a raggiungere le dimensioni di una pallina da ping pong, per scopi diagnostici e curativi (anche il pesce palla si ingrossa a comando, ma per spaventare i nemici…).

Il nuovo dispositivo può rimanere circa un mese nello stomaco, ed è in grado di monitorare una serie di parametri fisiologici, o anche malattie come l’ulcera e il tumore, grazie a una micro-apparecchiatura wireless inserita al suo interno. Quando si espande, la “pillola-palla” (che finora è stata sperimentata sui maiali) è troppo grande per passare nell’intestino, e dunque consente al micro-sensore di lavorare senza problemi in un ambiente difficile come lo stomaco per quattro settimane. Trascorso questo tempo, la nuova pillola viene poi espulsa facilmente: basta infatti assumere una soluzione di calcio per farla tornare alle dimensioni originarie, e permetterle così di continuare il suo transito verso l’intestino.

La pillola – spiegano i ricercatori americani sulla rivista scientifica Nature Communication – riesce ad aumentare il proprio volume di 100 volte in soli 15 minuti. I bioingegneri l’hanno realizzata con due tipi di biogel: uno protettivo molto resistente, in superficie, costituito da una struttura nanocristallina, e uno di poliacrilato di sodio, all’interno, che assorbe le sostanze presenti nello stomaco e risulta ideale anche per trattenere il micro-sensore (ce ne sono di molti tipi diversi in commercio).

La nuova pillola è stata studiata in diverse condizioni al fine di riprodurre le migliaia di sollecitazioni che ogni stomaco sopporta tutti i giorni. Dopo numerosi test si è dimostrata resistente e perfettamente capace di trasmettere informazioni sulla temperatura e sulle popolazioni batteriche presenti nello stomaco. Se al posto del sensore ci fosse una microtelecamera – spiegano gli autori – la nuova pillola sarebbe probabilmente in grado di controllare con notevole precisione anche l’andamento di lesioni quali quelle neoplastiche. In futuro inoltre, lo stesso tipo di pillola potrebbe diventare la base dei “palloncini” che aiutano gli obesi a perdere peso, e di altri dispositivi da ingerire per diverse finalità biomediche.

cervello femminileFoto theo jansen museo paolo soave