In Storie contagiose

Ad Haiti gli Scout sono abituati ad affrontare le difficoltà e le catastrofi naturali. E lo hanno dimostrato ancora una volta, misurandosi con un nemico insidioso e formidabile come il Coronavirus.

Per combatterlo, hanno scelto due tra le armi più potenti a loro disposizione: l’acqua e il sapone.

Dallo scorso 8 marzo, indossando uniformi color kaki e fazzoletti colorati, gli Scout hanno iniziato a posizionarsi in decine di postazioni agli angoli delle strade intorno alla capitale Port-au-Prince con lavandini portatili, che collegano all’approvvigionamento idrico di una scuola o di una chiesa, o a un semplice secchio d’acqua.

Per attirare la gente e invitarla a venire a lavarsi le mani, a volte suonano una canzone orecchiabile del cantante haitiano Jean Jean Roosevelt, accompagnata da testi che incoraggiano a seguire semplici misure igieniche per affrontare l’epidemia.

“L’obiettivo è quello di sviluppare buone abitudini negli haitiani”, ha dichiarato all’agenzia Reuters Emmanuel Paul, 42 anni, leader Scout per la regione occidentale di Haiti.

Questa iniziativa è fondamentale per contenere la diffusione del virus perché, anche con le migliori intenzioni, la maggior parte degli haitiani non ha acqua corrente né proprie cisterne da cui attingerla e deve acquistarla o, se non può permetterselo, utilizzare sorgenti in cui l’acqua è spesso contaminata.

Il municipio di Port-au-Prince ha iniziato a installare qualche postazione per il lavaggio delle mani nelle piazze e all’ingresso di alcuni mercati pubblici, e via via altre postazioni si sono diffuse anche in molte parti di Haiti.

Attualmente più di 100 Scout sono impegnati per andare porta a porta nelle comunità di Port-au-Prince, Delmas e Petion-Ville e diffondere le buone pratiche igieniche. L’obiettivo ora è essere d’esempio e stimolare le comunità locali a riunirsi per acquistare altri lavandini portatili e richiedere alle persone che attraversano il loro quartiere di lavarsi le mani con il sapone. Nella consapevolezza, per dirla con le parole di Emmanuel, che “in questo momento, tutti i Paesi hanno problemi e nessuno dall’estero verrà a salvarci”.

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