SciArt esplora da tempo il confronto tra scienza e arte, alternando mostre, talk e incontri con artisti e scienziati, e offrendo al pubblico nuove prospettive e significati sul mondo che ci circonda. Il progetto porta ora a Lugano Morestalgia, opera di Riccardo Benassi che invita a riflettere su come i social media e le esperienze condivise online modifichino il nostro modo di provare nostalgia.
Morestalgia, realizzata da Riccardo Benassi nel 2019 grazie al sostegno dell'Italian Council, è un'installazione costruita attorno a uno schermo LED penetrabile dal corpo umano. Attraversandola, il pubblico prende coscienza della propria presenza fisica e di quella degli altri visitatori, in un'esperienza sensoriale collettiva,rendendosi partecipe di una situazione creata dall’artista con questo stesso obiettivo.
Il titolo nasce da un neologismo coniato da Benassi per descrivere un sentimento doloroso tipico dell'era post-Internet.
Spiega Riccardo Benassi:
“Ho chiamato ‘morestalgia’ una specifica tipologia di nostalgia il cui dolore assomiglia più a quello causato dall’invidia che a quella della nostalgia vera e propria. La percezione di una dolorosa mancanza, che però ognuno di noi auto-traduce a sé stesso come perdita, il cui diretto riferimento sono altri esseri umani che stimiamo e le loro esperienze condivise online.”
Il 3 novembre alle 18:30, nella Hall del LAC, Riccardo Benassi incontra il pubblico in un talk di 45 minuti, moderato dalla curatrice Chiara Nuzzi, che parte dall'installazione per andare oltre.
Al centro della conversazione la "morestalgia": il sentimento di nostalgia dolorosa che l'artista associa all'era post-Internet, legato al linguaggio e alla presenza del corpo. L'incontro è l'occasione per riflettere insieme sulle trasformazioni del nostro modo di vivere il presente, sempre più sospeso tra dimensione fisica e virtuale.
Riccardo Benassi (Cremona, Italia, 1982) vive e lavora a Berlino (DE), Bergamo (IT) e online. Utilizza testo e suono per mettere in discussione i limiti della tecnologia da una prospettiva esistenzialista, implementando un linguaggio poetico in installazioni ambientali basate sul tempo, video saggi, performance e interventi spaziali realizzati per commissioni pubbliche e private.
Recentemente, il suo lavoro è stato esposto al MAXXI di Roma (2025); al Museion di Bolzano (2024); al Museo della Permanente di Milano (2024); a Palazzo Grassi / Punta della Dogana, Venezia (2023); alla Fondazione ICA di Milano (mostra personale, 2023); al MAXXI de L’Aquila (2022); alla GAM di Torino (2022); ad ar/ge kunst, Bolzano (2022); al Macro di Roma (2022); alla Biennale de l’Image en Mouvement, Ginevra (2021); al MoCA di Taipei, Taiwan (2021); allo ZKM | Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe (mostra personale, 2020); al Centre d’Art Contemporain Genève (mostra personale, 2019); alla Galleria ZERO... di Milano (2019); e al Künstlerhaus Bethanien di Berlino (mostra personale, 2016). Dal 2013 Riccardo Benassi è professore di Sound Design presso il Politecnico delle Arti di Bergamo (IT) e, dal 2019, docente di Arti Visive presso NABA a Milano (IT).
Ha pubblicato Letters from the Passenger Seat with No One at the Wheel (Mousse Publishing, 2010), Biefly, Ballare (Danilo Montanari, 2012), Attimi Fondamentali (Mousse Publishing, 2012), Sicilia Bambaataa (NERO Publishing, 2015), Morestalgia (NERO Publishing, 2020), Daily Dense Dance Desiderio (Distanz Publishing, 2023).
Chiara Nuzzi è Curatrice ed Editorial Manager presso ICA Milano dal 2018. Dal 2023 ricopre inoltre il ruolo di Curatrice della Collezione di Fondazione Bonollo a Thiene (Italia).
I suoi principali ambiti di interesse comprendono pratiche artistiche transdisciplinari, transculturali e collaborative, in cui assumono un ruolo centrale le politiche della rappresentazione, gli atti di immaginazione, il pensiero decoloniale e quello ecologico. Da sempre interessata al lavoro di artisti che affrontano le questioni cruciali del nostro tempo, sviluppa un approccio che combina pratica artistica, esperienziale e teorica, con l’obiettivo di immaginare e attivare modalità alternative e trasformative per creare comunità con e attraverso l’arte, a partire da un interesse per il presente e le sue fragilità.
Tra i progetti precedenti figurano collaborazioni con istituzioni quali Istituto Svizzero (Milano/Roma), ar/ge Kunst (Bolzano), MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Le Narcissio (Nizza, Francia) e Independent Art Fair (Bruxelles).
Recentemente Nuzzi ha curato mostre personali di Cemile Sahin (ICA Milano, 2025), Paul Chan (Fondazione Bonollo, 2025), Augustas Serapinas (ICA Milano, 2025), Erika Verzutti (ICA Milano, 2024), Camille Henrot & Estelle Hoy (ICA Milano, 2023) e Simone Forti (ICA Milano, 2019).
Nel 2026 ha curato la 78ª edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura e la mostra Dancing at the Edge of the Worlds, con gli artisti Yu Ji, Dan Lie, Cong Tung Truong, Bronwyn Katz e Luana Vitra. Nel 2023 ha curato il programma Project Room di Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, dedicato al lavoro scultoreo e alla ricerca di Lito Kattou e Paul Maheke.
Tra le sue pubblicazioni più recenti figurano: Dancing at the Edge of the Worlds (Lenz Press, 2026); Simone Fattal. A Breeze Over the Mediterranean (Mousse Publishing, 2025); Camille Henrot & Estelle Hoy. Jus d’Orange (NERO editions, 2023); Rebecca Moccia. Ministry of Loneliness (Humboldt Books, 2023).
SciArt è un progetto di IBSA Foundation nato per promuovere la contaminazione tra discipline scientifiche e artistiche e offrire alla comunità nuove chiavi di lettura del mondo di oggi.
La scienza e le arti hanno sempre convissuto nel tempo e nello spazio. Pur con metodologie e finalità differenti, artiste e artisti, scienziate e scienziati osservano il mondo che li circonda, aprendo a nuove prospettive, interpretazioni e significati.
Attraverso diversi formati di eventi e prodotti digitali, SciArt punta lo sguardo su quelle creazioni artistiche che si sono trasformate grazie all'interazione con scienziati, scoperte e istituti di ricerca. Il pubblico può avvicinarsi a queste proposte e ascoltare, dalla viva voce di artisti e scienziati, come realtà molto diverse si influenzino a vicenda.
Il progetto si inserisce perfettamente all’interno della missione della Fondazione, che dal 2012 si impegna a diffondere una cultura scientifica autorevole, condividendo principi e conoscenze con un linguaggio accessibile e sensibilizzando sui temi legati alla scienza, alla cultura e al benessere dell’individuo.