Da anni SciArt mette in dialogo scienza e arte attraverso mostre, talk e incontri con artisti e ricercatori, invitando il pubblico a guardare la realtà da nuovi punti di vista. Questa volta il progetto arriva a Lugano con Triton, di Invernomuto, un dispositivo che ascolta un ecosistema vivente e ne restituisce i segnali in forma di suono e luce.
Triton è un progetto cross-mediale del duo Invernomuto, che intreccia scultura, suono e narrazione attraverso collaborazioni, performance e una piattaforma di ascolto. Alla base vi è un dispositivo sensibile e portatile che traduce i dati di un ecosistema vivente in suono e luce, generando una composizione in continua evoluzione.
Tutto nasce da una colonia reale di salamandre che vive in due antiche vasche scavate nella roccia a Pietra Perduca, in Val Trebbia. Nel folklore locale questi animali sono chiamati da generazioni "tritoni", ed è da questo ecosistema che il dispositivo raccoglie i propri segnali: monitora il livello dell'acqua, la luce e i movimenti degli animali, traducendoli in pattern sonori e luminosi. Triton agisce così sia come strumento sia come organismo, in una composizione che evolve insieme all'ambiente che osserva.
Il progetto è stato commissionato da Haus der Kunst München ed è sostenuto dall'Italian Council 2024, il programma del Ministero della Cultura per la promozione internazionale dell'arte italiana contemporanea.
Chiunque può contribuire a Triton tramite il sito di Invernomuto, inviando un suono registrato con telefono o computer e ricevere in cambio un file audio generato dal progetto.
Invernomuto è il nome con cui Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi collaborano dal 2003.
Basati a Milano, sviluppano progetti di ricerca a lungo termine che si evolvono nel tempo e nello spazio, generando cicli di opere interconnessi. Progetti recenti sono stati presentati a Haus der Kunst, Monaco (2026); SALTS, Basilea; e-flux, New York; Performa, New York; Fondazione Prada, Milano; GAMeC, Bergamo (2025); Cabaret Voltaire, Zurigo; e Bourse de Commerce, Parigi (2024).
Il loro lavoro è stato inoltre presentato alla 58. Biennale di Venezia; Tate, Londra; Liverpool Biennial 2021; Manifesta 12, Palermo; Pompeii Commitment; 58. October Salon-Belgrade Biennial; Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz; Villa Medici, Roma; CCS Bard, New York; Alserkal Avenue, Dubai; Nuit Blanche 2017, Parigi; Museion, Bolzano; OGR, Torino; Centre d’Art Contemporain, Ginevra; MAXXI, Roma; MACRO, Roma; PAC, Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; HangarBicocca, Milano; No Fun Fest 2009, New York; e all’11. Biennale Architettura, Venezia.
SciArt è un progetto di IBSA Foundation nato per promuovere la contaminazione tra discipline scientifiche e artistiche e offrire alla comunità nuove chiavi di lettura del mondo di oggi.
La scienza e le arti hanno sempre convissuto nel tempo e nello spazio. Pur con metodologie e finalità differenti, artiste e artisti, scienziate e scienziati osservano il mondo che li circonda, aprendo a nuove prospettive, interpretazioni e significati.
Attraverso diversi formati di eventi e prodotti digitali, SciArt punta lo sguardo su quelle creazioni artistiche che si sono trasformate grazie all'interazione con scienziati, scoperte e istituti di ricerca. Il pubblico può avvicinarsi a queste proposte e ascoltare, dalla viva voce di artisti e scienziati, come realtà molto diverse si influenzino a vicenda.
Il progetto si inserisce perfettamente all’interno della missione della Fondazione, che dal 2012 si impegna a diffondere una cultura scientifica autorevole, condividendo principi e conoscenze con un linguaggio accessibile e sensibilizzando sui temi legati alla scienza, alla cultura e al benessere dell’individuo.