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title: Carol, la più giovane Nobel per la Medicina | Fondazione IBSA
description: Carol W. Greider ha vinto il Premio Nobel per la Medicina 2009, assieme a Elizabeth Blackburn e Jack Szostak, per le sue ricerche sull’invecchiamento cellulare
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# [Carol, la più giovane Nobel per la Medicina | Fondazione IBSA](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/carol-la-piu-giovane-nobel-per-la-medicina)

 Scritto da [Luca Nicola](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/luca-nicola) | 15 dic 2020

### **Carol, la più giovane Nobel per la Medicina**

Carol W. Greider ha vinto il Premio Nobel per la Medicina 2009, assieme a **[Elizabeth Blackburn](https://www.ibsafoundation.org/it/elizabeth-lesploratrice-dellinvecchiamento-cellulare/?hsLang=it)** e Jack Szostak, per le sue ricerche sull’invecchiamento cellulare e in particolare su come i **cromosomi** vengano protetti dai telomeri, i nostri **orologi biologici**.

Carol ha anche scoperto la **telomerasi**, un enzima che ha importanti implicazioni per la ricerca medica sul processo di invecchiamento e la crescita delle cellule tumorali.

 

### **La storia di Carol**

> *Credo che lo sviluppo delle mie abilità compensative abbia avuto un ruolo anche nel mio successo come scienziata. Forse la mia capacità di estrarre più informazioni dal contesto e di mettere insieme idee diverse è stata influenzata da ciò che ho imparato a fare con la dislessia.*
> 
> *[Carol W. Greider]*

Carol nasce a San Diego (USA) nel 1961. Entrambi i genitori sono ricercatori scientifici e lavorano all’Università di Berkeley, in California.

L’infanzia di Carol non è facile: a soli sei anni perde la mamma. Inoltre ha difficoltà scolastiche, perché non riesce a pronunciare correttamente le parole e ha problemi con l’ortografia. All’inizio vive questa situazione con un senso di smarrimento e di profonda inadeguatezza; poi scopre di essere **dislessica**. Accetta questa sua caratteristica e, col tempo, ne fa un proprio **punto di forza**.

Dopo il liceo, Carol decide di studiare **ecologia marina**. Conseguita la laurea, incontra **Elizabeth Blackburn** a Berkeley e comincia a lavorare nel suo laboratorio. In quel periodo, Elizabeth ha già descritto la struttura molecolare del telomero e sta indagando come avviene il suo processo di accorciamento e allungamento.

Carol decide di cercare un ipotetico **enzima che rafforza i telomeri accorciati** e lo identifica, dopo circa nove mesi di tentativi ed esperimenti, il giorno di Natale del 1984. Carol ed Elizabeth lo chiamano **telomerasi** e pubblicano i loro risultati sulla rivista scientifica “Cell”. All’età di 23 anni, prima ancora di ottenere il dottorato, Carol ha fatto la **scoperta** che le porterà il Premio Nobel 2009 per la Medicina.

In un’intervista congiunta, rilasciata alcuni anni dopo la scoperta della telomerasi, le due ricercatrici ricordano così la speciale **sintonia** che si era creata fra loro:

> *È stato come risolvere una specie di puzzle. Volevamo capire come funzionavano i telomeri e facevamo esperimenti su esperimenti.*  
> *E poi non sempre eravamo d’accordo. Una volta io volevo procedere in un certo modo e Liz in un altro e discutevamo parecchio. Poi la mattina dopo lei aveva deciso di fare come dicevo io, e io come diceva lei. Un vero spasso.*
> 
> *[Carol W. Greider ed Elizabeth H. Blackburn]*

Successivamente, Carol incontra lo scrittore scientifico Nathaniel Comfort, che sposa nel 1992. Nel 1997 la coppia si trasferisce a Baltimora, quando la **Johns Hopkins University** assume Carol come **professore associato**. Oggi Carol lavora ancora lì, come **direttore di Biologia Molecolare e Genetica**.

 

### **La sua personalità**

Carol ha una grande creatività ed è molto **tenace**. Adora l’attività di laboratorio, che vive con grande entusiasmo e allegria. È davvero grata ai tanti scienziati che ha incontrato nel suo percorso e a tutti gli studenti, i dottorandi e i tecnici che, lavorando assieme a lei, hanno portato energia e grandi idee.

Per Carol essere madre è molto importante, ed è particolarmente sensibile al tema delle politiche pubbliche a **sostegno della maternità**:

> *Due anni dopo il mio trasferimento alla Johns Hopkins, è nata mia figlia Gwendolyn. Avere due figli e un lavoro a tempo pieno in laboratorio è una sfida, ma avere Charles e Gwendolyn è la cosa migliore che mi sia mai capitata. Il mio laboratorio sa che sono prima di tutto una mamma e la flessibilità offerta dalla scienza accademica rende possibile avere una carriera e una famiglia. Posso andare a casa quando serve, o andare a una recita scolastica nel bel mezzo della giornata, o lavorare da casa sul computer. L’importante è trovare il tempo per fare le cose: non sono le ore di lavoro che contano, ma la produttività complessiva. Avere flessibilità elimina un’enorme quantità di pressione.*
> 
> *[Carol W. Greider]*

Nonostante abbia ricevuto il premio Nobel, Carol è ancora preoccupata “di quanto sia sottorappresentato il 50% del potere intellettuale di questo mondo”. Per questo non smette di **sostenere le donne** che vogliono avere una **carriera** che le appassiona e una **famiglia**, incoraggiandole a trovare il modo di **conciliare** **entrambi** i loro desideri.

 

### **La sua ricerca**

> *La scienza non si produce da sola: è attraverso il dialogo con gli altri e la condivisione che si fanno progressi.*
> 
> *[Carol W. Greider]*

Carol ha scoperto la **telomerasi**, un enzima che è una piccola macchina all’interno della cellula e consente di mantenere integre le estremità dei cromosomi, i telomeri, svolgendo un ruolo fondamentale nel determinare la durata della vita delle cellule. Per questa loro caratteristica, i telomeri sono considerati una sorta di **orologio biologico**.

Nel tempo si è confermata tutta la rilevanza medica di quella scoperta iniziale: oggi i telomeri e la telomerasi sono al **centro degli studi** che si occupano di **invecchiamento e tumori**.

Il lavoro di Carol continua a focalizzarsi sulla comprensione della telomerasi e sulle conseguenze della disfunzione dei telomeri.

E prosegue instancabilmente nella sua ricerca, con l’entusiasmo e il rigore di sempre:

> *Ho imparato a farmi da parte e a guardare i miei dati con gli occhi di uno scettico. Ho imparato che ottenere la risposta corretta è più importante dell’avere la risposta che ti aspetteresti. *
> 
> *[Carol W. Greider]*

 

*Scopri le **[altre storie](https://www.ibsafoundation.org/it/attivita/donne-che-hanno-cambiato-le-storia-della-medicina/?hsLang=it#donnenobel)** di donne che hanno cambiato la storia della medicina*

<https://www.ibsafoundation.org/it/attivita/donne-che-hanno-cambiato-le-storia-della-medicina/?hsLang=it>

Donne che hanno cambiato le storia della medicina

È un dato di fatto: tra i vincitori del Premio Nobel, le donne sono sottorappresentate. Complessivamente, fra il 1901 e il 2019

 

**Nina Chhita** è l’artista e l’illustratrice dell’account Instagram **[@nina.draws.scientists](https://www.instagram.com/nina.draws.scientists/?hl=en)**, i cui soggetti di predilezione sono le donne: scienziate contemporanee e pioniere. L’avventura inizia con l’intento di far scoprire figure storiche e, in quanto scienziata lei stessa, gravitanti attorno al mondo scienza. Da allora sono stati scritti articoli su **[BBC news](https://www.bbc.com/news/science-environment-50566443)** e **[Mental Floss](https://www.mentalfloss.com/article/629593/instagram-art-highlights-female-scientists)**. I suoi capolavori sono apparsi sui social media dell’Università di Oxford, dell’Università di Bath, Dementias Platform UK e in un **[video YouTube](https://www.youtube.com/watch?v=jrnda-v86U0)** di Vanessa Hill. Nina vive a Vancouver dove lavora come scrittrice medica creando contenuti educativi per gli operatori sanitari.

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