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title: Il potere del canto corale sulla salute e sulla comunità
description: Numerosi studi certificano i risultati positivi del canto corale sulla salute psicologica, sociale e fisica.
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# [Il potere del canto corale sulla salute e sulla comunità](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/il-potere-del-canto-corale-sulla-salute-e-sulla-comunita)

 Scritto da [Catterina Seia](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/catterina-seia) | 30 dic 2024

****“Canta,** che ti passa” è un modo di dire che, come molti, è basato su evidenze scientifiche. Ma che cosa ti passa esattamente? Esistono Numerosi studi che certificano i risultati positivi per del canto corale sulla salute , psicologica, sociale e fisica. del cantare in un coro. Vediamoli.   **

[Una ricerca](https://hms.harvard.edu/sites/default/files/assets/Sites/Longwood_Seminars/Longwood%20Seminar%20Music%20Reading%20Pack.pdf) svolta dalle Università di Yale e Harvard nel Connecticut indica che, **nelle città che avevano un coro, l’età media della popolazione era sensibilmente più alta. ** Il canto corale risulta particolarmente benefico nel favorire di **processi di invecchiamento sani:** non solo [promuove occasioni per contrastare l’isolamento sociale delle persone anziane](https://academic.oup.com/psychsocgerontology/article/75/3/549/5165411), ma è in grado di **migliorare la memoria e la concentrazione. **

[È stato scientificamente provato, ](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27034024/)infatti, che il volume della materia grigia degli individui che cantano, aumenta in alcune regioni dell’emisfero destro deputate alla memoria.** **Non a caso, sia la [British Alzheimer’s Society](https://www.alzheimers.org.uk/get-support/your-dementia-support-services/singing-for-the-brain) che la [Alzheimer ’s Association](https://www.alz.org/rochesterny/news/interactive-and-accessible-why-we-sing-for-individ) negli Stati Uniti utilizzano il canto per aiutare i pazienti e i loro *caregivers*. In modo specifico [è stato dimostrato](https://journals.plos.org/plosone/article/authors?id=10.1371/journal.pone.0245666) che le persone con disturbi mentali ricevono dal canto molti **benefici a livello cognitivo**. In particolare, la pratica corale si rivela molto efficace nel trattamento della depressione, come dimostra [Music and Motherhood](https://www.jameelartshealthlab.org/research/research-projects/music-and-motherhood-ucl), un progetto pensato per sostenere il ben-essere emotivo delle neomamme, **contrastando la depressione post partum** attraverso il canto di gruppo: il progetto è stato promosso e coordinato dall’Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità, con un pilota in Inghilterra implementato in seguito in paesi con diverse culture, in Danimarca, Romania e Italia e ha previsto delle azioni di ricerca sul campo, di cui i risultati sono stati recentemente [pubblicati](https://www.frontiersin.org/journals/medicine/articles/10.3389/fmed.2024.1461965/full) su riviste ad alto impatto.

### **I benefici del canto**  

A livello di salute generale, le evidenze attestano che cantare aumenta la **funzionalità del sistema immunitario:** chi canta per un’ora di seguito aumenta i livelli di citochine, proteine prodotte dal sistema immunitario, come ha rilevato [uno studio](https://doi.org/10.3332/ecancer.2016.631) del [Tenovus Cancer Care Center](https://www.tenovuscancercare.org.uk/) in collaborazione con il [Royal college of Music di Londra](https://www.rcm.ac.uk/). Particolari benefici apportati dal cantare riguardano anche **la salute cardiaca**.

Questa disciplina, inoltre, consente di lavorare sulla respirazione, rallentandola: una **respirazione corretta** favorisce l’**ossigenazione**, **diminuisce la pressione arteriosa**, come evidenzia una [ricerca dell’American College of Rheumatology](https://acrjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1002/acr.20406).

Il canto è infatti una forma di respirazione guidata che coinvolge la variabilità del battito cardiaco (HRV) e l’aritmia respiratoria sinusale (RSA), una variazione del battito naturale che si verifica durante un ciclo di respirazione: [da una ricerca](https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2013.00334/full) è emerso che la combinazione di questi elementi aiuta le funzioni cardiovascolari, oltre a provocare biologicamente un effetto calmante. Una respirazione corretta stimola inoltre l’attività del nervo vago, che regola funzioni quali l’umore, il sonno e l’appetito.

Cantare richiede **una postura corretta** - lavora sulla percezione corporea, sull’equilibrio e sul rilassamento per allentare tensioni del collo e delle spalle - **e allena la muscolatura facciale**, spesso trascurata e irrigidita. Questi benefici a livello fisico hanno ovviamente delle ricadute a livello psicologico e sociale e viceversa. [Numerosi studi](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33913360/) hanno riportato che cantare in coro migliora il **rilascio di endorfine e serotonina**, considerati “gli ormoni della felicità”, che attivano sinapsi, rilassando e liberando dalle inibizioni chi canta.

Una [ricerca condotta dall’Università della California](https://online.ucpress.edu/mp/article-abstract/18/1/87/62086/Choral-Singing-Performance-Perception-and-Immune?redirectedFrom=fulltext) ha testato il livello di cortisolo (ormone rilasciato in situazioni di stress) di alcuni soggetti, prima e dopo aver cantato in coro: è emerso che cantare porta a un **decremento del livello di cortisolo**, con conseguente crescita di pensieri positivi e soddisfazione.

Essendo un’attività di gruppo, inevitabilmente crea relazioni forti tra i partecipanti, non solo a livello sociale ma anche biologico. [Uno studio](https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2013.00334/full) realizzato in Svezia ha dimostrato che i profili di variabilità della frequenza cardiaca tendono a conformarsi tra i cantori di uno stesso coro.

### **Il canto come risorsa di integrazione culturale e sociale** 

Funziona in tutte le culture? Un caso significativo dei benefici fisici, psicologici e sociali del cantare in un coro è costituito in Italia dall’esperienza Barolo Arti per la Comunità (BAC), progetto di *public engagement *seguito dall’Università di Torino, che ha avviato un programma di ricerca in tema. Una rassegna della letteratura sul coro come strumento di integrazione per persone straniere, [pubblicata](https://www.celsi.sk/en/publications/discussion-papers/detail/109/cultural-policies-for-migrant-inclusion-a-survey/) dal [CELSI (Central European Labour Studies Institute](https://celsi.sk/en/)), ha accompagnato la creazione del progetto [Bread and Roses](https://www.migranti.torino.it/partecipa-al-coro-bread-and-roses/), un coro multietnico dedicato a donne di generazioni e culture diverse per sostenere il loro benessere, migliorare le loro *life skills* e lavorare sulla loro identità femminile e sul loro ruolo nella società attuale.

Da questa indagine, è emerso che il coinvolgimento attivo in cori di persone migranti porta ben-essere psicologico, maggiore autostima e un senso di autoefficacia che spinge le persone ad affrontare in modo più costruttivo i problemi quotidiani e a migliorare il rapporto con gli altri nel Paese di destinazione.

Cantare insieme provenendo da diverse culture permette inoltre di superare stereotipi condividendo un contenuto comune che unisce e permette di superare le differenze. Inoltre, la musica può contribuire al processo di acculturazione e alla promozione di un senso di appartenenza alla comunità.

La *review*, tuttavia, indica che negli studi mancano spesso molte informazioni specifiche rispetto al tipo di attività svolta (organizzazione e orari dell’attività, modalità di selezione dei membri del coro e delle musiche, informazioni sul direttore del coro) che rendono meno puntuale l’identificazione e la riproposizione di attività corali che possono essere benefiche. Inoltre, ci sono alcuni punti deboli delle ricerche finora realizzate: in particolare, gli esperimenti randomizzati sono pochi e con partecipanti limitati.

### **Cantare è davvero una possibilità per tutti** 

Il canto corale costituisce una potente risorsa di salute facilmente fruibile a tutti, senza grandi barriere linguistiche o fisiche.  
Rispetto all’idea di essere intonati o stonati, infatti, la statistica è di conforto: [uno studio](https://www.acsu.buffalo.edu/~pqp/pdfs/Demorest%26Pfordresher_2015_MP.pdf) dimostra che appena il 5% dell’umanità è realmente stonata.

Il restante 95% è eventualmente solo ineducato, nel senso che non sa come utilizzare la voce per cantare, ma può imparare.

Come raccomanda la* literature review *dell’Università di Torino, per questo percorso promettente, occorre investire in studi rigorosi, al fine di far evolvere queste risorse di comunità in un quadro di prescrizione sociale per perseguire i molti obiettivi di qualità della vita di cui già esistono numerose evidenze di efficacia.

 

         

 

###### *A cura di Catterina Seia (Presidente CCW – Cultural Welfare Centre) e Marta Reichlin (PhD, Cultural Welfare Center (CCW), Research Area)*

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