Un workshop e una tavola rotonda tra ricerca ed educazione, per riflettere su identità digitale e benessere.
Boston, aprile 2026 – IBSA Foundation ha fatto tappa negli Stati Uniti con un nuovo appuntamento a Boston, ospitato e co-organizzato da Swissnex il 27 aprile. L'iniziativa ha proposto un pomeriggio dedicato al rapporto tra identità digitale e benessere degli adolescenti, articolata in un workshop esperienziale e una tavola rotonda, appuntamenti gratuiti e aperti al pubblico.
Già nel 2023 la Fondazione aveva collaborato con Swissnex proprio a Boston, in un dialogo tra arte e medicina. L’evento del 2026 si inserisce in un percorso più ampio, che vede IBSA Foundation consolidare nel tempo una presenza internazionale sempre più strutturata, capace di mettere in relazione contesti culturali e scientifici diversi.
Ad aprire la giornata, il workshop Happiness 2.0: Performing the Digital Self ha offerto ai partecipanti un percorso esperienziale per esplorare il rapporto tra identità online e offline. Dopo un’introduzione scientifica al tema, studenti, genitori ed educatori hanno dipinto alcune maschere per rappresentare visivamente come si mostrano nel mondo digitale e come si percepiscono nella realtà, stimolando una riflessione sul rapporto tra identità reale e digitale.
Il laboratorio rientra nel progetto Happiness2.0, realizzato a Lugano in collaborazione con la Professoressa Laura Marciano, l'USI e Lugano Living Lab.
A chiudere il pomeriggio, la tavola rotonda Growing Up Online: Interactive Media and Youth Well-Being, che ha riunito esperti di ricerca, educazione e salute digitale in un confronto aperto su una domanda sempre più attuale: come possiamo comprendere e sostenere meglio il benessere degli adolescenti in un mondo sempre più digitale?
Negli ultimi anni molti Paesi hanno introdotto restrizioni all'uso degli smartphone nelle scuole e all'accesso ai social media, con l'obiettivo di migliorare la concentrazione e il benessere dei giovani. Tuttavia, le ricerche più recenti suggeriscono che questi interventi, da soli, non bastano. Serve un approccio più articolato, che sappia andare oltre la semplice restrizione e metta al centro strumenti concreti per un'esperienza digitale più consapevole.
Il dialogo ha affrontato anche come misurare il benessere digitale. Superando la logica dello "screen time" come unico indicatore, i relatori hanno esplorato dimensioni più significative: il senso di appartenenza, l'autonomia, la costruzione dell'identità, la resilienza. E insieme ai rischi, sono state messe in luce le opportunità che gli ambienti digitali possono offrire ai più giovani in termini di connessione, espressione creativa ed educazione alla salute.
Tra i relatori:
Dr. Michael Rich, fondatore e direttore del Digital Wellness Lab del Boston Children's Hospital e Associate Professor of Pediatrics ad Harvard: già filmmaker prima di diventare medico, ha costruito un percorso di ricerca unico sulla capacità degli schermi di coinvolgere, connettere e trasformare i giovani, fondando anche la Clinic for Interactive Media and Internet Disorders.
Dr. David S. Bickham, Research Director del Digital Wellness Lab e Assistant Professor ad Harvard: studia come specifici aspetti dei social media e della tecnologia possano alleviare o aggravare sintomi depressivi e altri problemi di salute mentale, lavorando anche con campioni clinici di adolescenti con Problematic Interactive Media Use.
A portare la voce della Fondazione, Silvia Misiti, Direttrice di IBSA Foundation.
Questo evento ha confermato che la ricerca sul benessere digitale dei giovani è ancora un cantiere aperto, che chiama a raccolta attori diversi: ricercatori, clinici, educatori, famiglie, ciascuno con una parte della risposta. Ci sono ancora molte domande da esplorare e molte pratiche da sperimentare, ma anche molto che possiamo già costruire insieme. La collaborazione tra il Digital Wellness Lab e la comunità scientifica europea dimostra quanto il confronto internazionale sia non solo utile, ma necessario: le sfide legate alla crescita nell'era digitale non hanno confini geografici, e proprio per questo richiedono risposte condivise, radicate nella ricerca e capaci di tradursi in strumenti concreti per famiglie, educatori e istituzioni. IBSA Foundation vuole continuare a essere parte di questo processo: portando la scienza fuori dai laboratori, favorendo il dialogo tra culture e discipline diverse, e contribuendo a costruire gli spazi (fisici e digitali) in cui queste conversazioni possono avere luogo.