Attività

Il laboratorio di Let's Science! Cibo e Arte" torna a scuola

Scritto da Redazione IBSA | 2026

Dopo il successo delle prime due edizioni, il laboratorio "Cibo e Arte" è tornato nelle aule per l'anno scolastico 2025-26. Promosso da IBSA Foundation in collaborazione con il DECS, ha coinvolto due classi quinte della scuola elementare di Pregassona Probello tra scienza, disegno e storia del territorio.

Che cosa si mangiava in Ticino ai tempi di Carlo Cattaneo? È una delle domande che hanno accompagnato l'edizione 2025-26 del laboratorio "Cibo e Arte", parte del progetto Let's Science!. Dopo il successo dell'anno precedente con le classi di Cassarate, il percorso è stato riproposto alle due classi quinte della scuola elementare di Pregassona Probello, confermando il filo conduttore della piramide alimentare e arricchendolo con una nuova prospettiva storica e geografica.


L’alimentazione raccontata attraverso la piramide alimentare

Il percorso si è aperto il 10 ottobre presso Casa Carlo Cattaneo, sede della Fondazione, ed è proseguito a scuola con quattro appuntamenti distribuiti lungo l'anno scolastico.
Al centro di ogni incontro, ancora una volta, la piramide alimentare: il modello che rappresenta una dieta equilibrata, con alla base gli alimenti da consumare più spesso, come frutta e verdura, e verso l’apice quelli da assumere con moderazione. Livello dopo livello, bambine e bambini hanno esplorato i macronutrienti, la loro funzione nella dieta e la provenienza di ciò che mettiamo nel piatto, in un ragionamento che dal cibo si è allargato a salute, ambiente e territorio.


 

Dalla tavola dell'Ottocento a oggi

La novità di questa edizione è stata l'integrazione della dimensione storica. Partendo dalla figura di Carlo Cattaneo, i piccoli partecipanti hanno confrontato il modo di nutrirsi a metà Ottocento con gli stili di vita attuali, scoprendo com'era il territorio ticinese all'epoca. Tra gli esempi, la bonifica del Piano di Magadino, che trasformò una piana paludosa e soggetta alle piene del fiume nella principale area agricola del Cantone e il valore culturale di pratiche come la transumanza, lo spostamento stagionale del bestiame verso gli alpeggi che per secoli ha scandito la vita rurale alpina.

Lo sguardo locale non ha escluso quello globale: i temi della salute umana, animale e ambientale sono stati affrontati secondo l’approccio sistemico “One Health” promosso dall’OMS, con un linguaggio adatto all'età dei partecipanti.
Il laboratorio si è inserito nel percorso annuale di studio d'ambiente, diventando così uno spunto e un valore aggiunto rispetto alla programmazione gestita dalle maestre durante l'anno.


Tra dialogo e disegno: come si è svolto ogni incontro

Niente lezioni frontali: ogni modulo si è aperto con un dialogo aperto in cui alunne e alunni hanno posto domande, esplorato piste di ragionamento e preso confidenza con termini scientifici anche complessi, sorprendendo spesso gli esperti per quanto già sapessero.
La seconda parte, la più corposa, è stata dedicata alle abilità pratiche, guidata dall’esperta disciplinare Valérie Morelli. Con frutta, verdura e farinacei davanti agli occhi, i partecipanti hanno imparato a riprodurre forme biologiche e a studiare la resa del colore. Il maggior tempo dedicato al disegno ha permesso risultati ancora più convincenti rispetto all'anno precedente, fino alla realizzazione di vere e proprie composizioni.


La festa finale: una mostra, la musica e più di cento partecipanti

Il percorso si è concluso con una festa aperta alle famiglie, ospitata nella sala polivalente dell'ex casa comunale di Pregassona, alla quale hanno partecipato quasi cinquanta alunne e alunni delle due classi, accompagnati dai genitori, per oltre cento presenze complessive.
Una mostra ha raccolto i disegni realizzati durante l'anno, una cartina del Ticino elaborata progressivamente dalle classi e alcuni giochi interattivi, che i bambini stessi hanno spiegato ai genitori. Tra questi, il gioco del gomitolo, che rende visibili le relazioni all'interno di un sistema: quando una connessione viene messa sotto stress, gli effetti si ripercuotono su tutti gli elementi vicini. Non è mancato il microscopio, per osservare da vicino particolari di frutti e semi.
A completare il pomeriggio, un momento musicale con canti e flauto, attingendo al repertorio popolare ticinese, ulteriore richiamo alla cultura del passato esplorata durante l'anno.


Un'esperienza accolta con entusiasmo


A guidare il percorso, insieme alle maestre Arianna e Morena, sono stati Valérie Morelli e Nicolò Osterwalder, esperti disciplinari rispettivamente di educazione visiva e arti plastiche e di scienze naturali, nell'ambito della collaborazione tra la Fondazione e il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport. L'obiettivo, oltre alla qualità dell'esperienza per i bambini, è il graduale trasferimento di competenze alle insegnanti, affinché contenuti e metodi sperimentati nei laboratori possano essere riutilizzati in autonomia.
Il clima in classe è stato di gioia a ogni incontro e la collaborazione con le maestre si è confermata solida lungo tutto l'anno.

Alla festa finale, la domanda più ricorrente dei genitori è stata se il progetto verrà riproposto e portato anche in altre scuole. Una richiesta che testimonia il valore percepito dell'iniziativa e che incoraggia la Fondazione a proseguire su questa strada, costruendo percorsi educativi capaci di rendere la scienza accessibile e alla portata di tutti, anche dei più piccoli.