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Un relatore conduce il laboratorio Cibo e Arte in aula, mentre gli studenti seguono la lezione seduti ai banchi.
Redazione IBSA20264 min read

Il laboratorio "Cibo e Arte" torna a scuola

Il laboratorio di Let's Science! Cibo e Arte" torna a scuola
5:41

Dopo il successo delle prime due edizioni, il laboratorio "Cibo e Arte" è tornato nelle aule per l'anno scolastico 2025-26. Promosso da IBSA Foundation in collaborazione con il DECS, ha coinvolto due classi quinte della scuola elementare di Pregassona Probello tra scienza, disegno e storia del territorio.

Che cosa si mangiava in Ticino ai tempi di Carlo Cattaneo? È una delle domande che hanno accompagnato l'edizione 2025-26 del laboratorio "Cibo e Arte", parte del progetto Let's Science!. Dopo il successo dell'anno precedente con le classi di Cassarate, il percorso è stato riproposto alle due classi quinte della scuola elementare di Pregassona Probello, confermando il filo conduttore della piramide alimentare e arricchendolo con una nuova prospettiva storica e geografica.

Bambini seduti a terra durante un laboratorio didattico, mentre ascoltano con attenzione in uno spazio museale.


L’alimentazione raccontata attraverso la piramide alimentare

Il percorso si è aperto il 10 ottobre presso Casa Carlo Cattaneo, sede della Fondazione, ed è proseguito a scuola con quattro appuntamenti distribuiti lungo l'anno scolastico.
Al centro di ogni incontro, ancora una volta, la piramide alimentare: il modello che rappresenta una dieta equilibrata, con alla base gli alimenti da consumare più spesso, come frutta e verdura, e verso l’apice quelli da assumere con moderazione. Livello dopo livello, bambine e bambini hanno esplorato i macronutrienti, la loro funzione nella dieta e la provenienza di ciò che mettiamo nel piatto, in un ragionamento che dal cibo si è allargato a salute, ambiente e territorio.


Bambini e adulti in un’aula didattica durante l’accoglienza del laboratorio Let’s Science!, con cuscini a terra e materiali illustrati.
Un relatore presenta il laboratorio Cibo e Arte davanti a una lavagna e a una mascotte illustrata a forma di verdura.
Bambini seduti a terra seguono una spiegazione su una mappa proiettata sugli schermi durante il laboratorio didattico.
Bambini seduti su cuscini partecipano al laboratorio, osservando con attenzione e indicando verso la presentazione.
Due bambini lavorano insieme al tavolo durante un’attività del laboratorio Cibo e Arte, osservando immagini e prendendo appunti.
Gruppo di bambini impegnati in un’attività collaborativa al tavolo, guidati da un adulto durante il laboratorio Cibo e Arte.

 

Dalla tavola dell'Ottocento a oggi

La novità di questa edizione è stata l'integrazione della dimensione storica. Partendo dalla figura di Carlo Cattaneo, i piccoli partecipanti hanno confrontato il modo di nutrirsi a metà Ottocento con gli stili di vita attuali, scoprendo com'era il territorio ticinese all'epoca. Tra gli esempi, la bonifica del Piano di Magadino, che trasformò una piana paludosa e soggetta alle piene del fiume nella principale area agricola del Cantone e il valore culturale di pratiche come la transumanza, lo spostamento stagionale del bestiame verso gli alpeggi che per secoli ha scandito la vita rurale alpina.

Lo sguardo locale non ha escluso quello globale: i temi della salute umana, animale e ambientale sono stati affrontati secondo l’approccio sistemico “One Health” promosso dall’OMS, con un linguaggio adatto all'età dei partecipanti.
Il laboratorio si è inserito nel percorso annuale di studio d'ambiente, diventando così uno spunto e un valore aggiunto rispetto alla programmazione gestita dalle maestre durante l'anno.

Bambini in aula seguono una presentazione proiettata durante il laboratorio Cibo e Arte.


Tra dialogo e disegno: come si è svolto ogni incontro

Niente lezioni frontali: ogni modulo si è aperto con un dialogo aperto in cui alunne e alunni hanno posto domande, esplorato piste di ragionamento e preso confidenza con termini scientifici anche complessi, sorprendendo spesso gli esperti per quanto già sapessero.
La seconda parte, la più corposa, è stata dedicata alle abilità pratiche, guidata dall’esperta disciplinare Valérie Morelli. Con frutta, verdura e farinacei davanti agli occhi, i partecipanti hanno imparato a riprodurre forme biologiche e a studiare la resa del colore. Il maggior tempo dedicato al disegno ha permesso risultati ancora più convincenti rispetto all'anno precedente, fino alla realizzazione di vere e proprie composizioni.

Bambini riuniti in aula attorno ai banchi durante un’attività del laboratorio Cibo e Arte.
Un adulto affianca una bambina mentre disegna al banco durante il laboratorio Cibo e Arte.
Un bambino disegna su un foglio trasparente durante un’attività creativa del laboratorio.
Una bambina realizza il disegno di un animale osservando un’immagine di riferimento sul banco.
Una bambina osserva con una lente d’ingrandimento un’immagine durante l’attività artistica del laboratorio.
Un bambino mostra il disegno di una capra realizzato durante il laboratorio Cibo e Arte.
Un bambino disegna concentrato al banco, osservando un’immagine di riferimento durante il laboratorio.
Materiali del laboratorio Cibo e Arte con immagine di un maiale, disegno, matite, lente d’ingrandimento e badge Let’s Science!.
Un bambino disegna al banco osservando l’immagine di una pecora durante l’attività creativa.
Dettaglio di un disegno di coniglio realizzato durante il laboratorio Cibo e Arte.
Un bambino disegna una capra su cartoncino nero, osservando un’immagine di riferimento sul banco.
Un’adulta espone alla lavagna i disegni realizzati dai bambini durante il laboratorio.
Bambini osservano i disegni degli animali appesi alla lavagna al termine dell’attività creativa.
Dettaglio dei disegni degli animali realizzati dai bambini e appesi alla lavagna.
Un’adulta sistema alla lavagna i disegni realizzati dai bambini durante il laboratorio Cibo e Arte.


La festa finale: una mostra, la musica e più di cento partecipanti

Il percorso si è concluso con una festa aperta alle famiglie, ospitata nella sala polivalente dell'ex casa comunale di Pregassona, alla quale hanno partecipato quasi cinquanta alunne e alunni delle due classi, accompagnati dai genitori, per oltre cento presenze complessive.
Una mostra ha raccolto i disegni realizzati durante l'anno, una cartina del Ticino elaborata progressivamente dalle classi e alcuni giochi interattivi, che i bambini stessi hanno spiegato ai genitori. Tra questi, il gioco del gomitolo, che rende visibili le relazioni all'interno di un sistema: quando una connessione viene messa sotto stress, gli effetti si ripercuotono su tutti gli elementi vicini. Non è mancato il microscopio, per osservare da vicino particolari di frutti e semi.
A completare il pomeriggio, un momento musicale con canti e flauto, attingendo al repertorio popolare ticinese, ulteriore richiamo alla cultura del passato esplorata durante l'anno.

Un adulto e uno studente osservano un pannello informativo sul riso e i lavori artistici esposti nell’ambito del laboratorio “Cibo e Arte”.
Visitatrici ammirano una serie di opere artistiche realizzate dagli studenti, ispirate al cibo e alla creatività.
Genitori e bambini osservano e commentano un elaborato artistico esposto durante la mostra conclusiva del progetto “Cibo e Arte”.
Bambini impegnati in un’attività creativa del laboratorio “Cibo e Arte”, utilizzando pennarelli per realizzare i propri elaborati.
Tavoli allestiti con elaborati e disegni degli studenti dedicati al tema “Cibo e Arte, un viaggio tra gusto, colore e cultura”.
Esposizione dei lavori realizzati dagli studenti durante il laboratorio “Cibo e Arte”, con famiglie e visitatori che osservano i progetti presentati in aula.


Un'esperienza accolta con entusiasmo

Valérie Morelli Nicolò Osterwalder


A guidare il percorso, insieme alle maestre Arianna e Morena, sono stati Valérie Morelli e Nicolò Osterwalder, esperti disciplinari rispettivamente di educazione visiva e arti plastiche e di scienze naturali, nell'ambito della collaborazione tra la Fondazione e il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport. L'obiettivo, oltre alla qualità dell'esperienza per i bambini, è il graduale trasferimento di competenze alle insegnanti, affinché contenuti e metodi sperimentati nei laboratori possano essere riutilizzati in autonomia.
Il clima in classe è stato di gioia a ogni incontro e la collaborazione con le maestre si è confermata solida lungo tutto l'anno.

Alla festa finale, la domanda più ricorrente dei genitori è stata se il progetto verrà riproposto e portato anche in altre scuole. Una richiesta che testimonia il valore percepito dell'iniziativa e che incoraggia la Fondazione a proseguire su questa strada, costruendo percorsi educativi capaci di rendere la scienza accessibile e alla portata di tutti, anche dei più piccoli. 

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Redazione IBSA
IBSA Foundation for scientific research promuove una divulgazione scientifica autorevole ed accessibile atta alla tutela della salute e sostiene giovani studenti e ricercatori grazie all’istituzione delle Fellowship e di eventi dedicati.