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title: Un tessuto tecnologico per raffreddare la pelle
description: Scopri il tessuto creato con “fogli” nanometrici che potrebbe aiutare soprattutto gli anziani nelle giornate di calore estremo.
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# [Un tessuto tecnologico per raffreddare la pelle](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/un_tessuto_tecnologico_per_raffreddare_la_pelle)

 Scritto da [Paolo Rossi Castelli](https://www.ibsafoundation.org/it/blog/author/paolo-rossi-castelli) | 30 dic 2025

## Cambiamenti climatici e rischi per la salute 

L’aumento delle temperature globali è ormai una realtà e, in questa situazione, crescono i casi di morte e di patologie riconducibili direttamente all’eccesso di calore, oltre ai disagi e ai malesseri che affliggono un numero sempre più ampio di persone.  

Secondo un recente [studio](https://www.lshtm.ac.uk/newsevents/news/2025/climate-change-driven-summer-heat-caused-16500-additional-deaths-across-europe?utm_source=chatgpt.com) condotto dai ricercatori della **London School of Hygiene & Tropical Medicine** e dell'**Imperial College di Londra**, nel **2025** il cambiamento climatico ha causato **circa 16.500 decessi aggiuntivi in ****​​****854 città europee** tenute sotto osservazione, colpendo particolarmente gli anziani (**le persone di età pari o superiore a 65 anni rappresentano l'85% dei decessi stimati**). 

## Un nuovo tessuto hi-tech per raffreddare la pelle   

In tale scenario, la ricerca di soluzioni che aiutino a contrastare temperature sempre meno sopportabili è costante, e sta cominciando a fornire risultati interessanti. Tra questi, come riferisce la [rivista scientifica Nano Research](https://www.sciopen.com/article/10.26599/NR.2025.94907537), va segnalato un nuovo tipo di tessuto messo a punto dai ricercatori dello STEM and Future Industries Institute dell’Università dell’Australia del Sud, una delle aree più flagellate dalle ondate di calore e dagli incendi, insieme ai colleghi del National Engineering Research Center for Advanced Polymer Processing Technology, dell’Università di Zhengzhou, in Cina.  

### Un tessuto intelligente e sostenibile

Il nuovo materiale è in grado di** ****“****raffreddare” la pelle**, perché trattiene molto meno calore e umidità rispetto al cotone e ad altri tessuti. Per realizzarlo i ricercatori hanno utilizzato due componenti: l’**acido polilattico o PLA**, usato anche nelle plastiche bio (in questo caso impiegato come base tessile), e il **nitruro di boro (BNNS)** in dimensioni nanometriche (milionesimi di millimetro) assemblate per formare **fogli sottilissimi**, che agevolano la **traspirazione**.  

Il risultato è un tessuto molto leggero, di colore chiaro, ottenuto grazie a una **filatura elettrica** (relativamente facile da realizzare su scala industriale), **che riflette fino al 96% della luce solare** in ambienti esterni e ha una **traspirabilità che è cinque volte quella del cotone naturale**. «*Il nostro obiettivo *- spiega il professor Jun Ma, del Future Industries Institute - *era quello di progettare un ****tessuto intelligente e sostenibile**, in grado di **regolare passivamente la temperatura corporea**, non utilizzando energia, ma sfruttando i processi fisici naturali. La combinazione di **elevata riflettanza** (capacità di riflettere i raggi solari, ndr) e **controllo dell'umidità**** fa sì che chi lo indossa si senta notevolmente più fresco e asciutto*». 

Nei test effettuati sul campo, la temperatura misurata sulla pelle durante la piena esposizione al sole è diminuita in media di **2 gradi centigradi** rispetto a quella della pelle non ricoperta dal tessuto, mentre durante la notte il calo è arrivato a **3,8 gradi**.  

## **Numerosi i possibili impieghi**

Il tessuto che raffredda la pelle ha un ambito di impiego ampio, almeno dal punto di vista teorico. Potrà essere molto utile agli **anziani**, naturalmente, ma anche a **chi lavora all’aperto**, e alle persone che si sottopongono ad **allenamenti sportivi**. 

Se le buone performance verranno confermate da ulteriori studi, la produzione potrà essere avviata in tempi rapidi grazie all’**elettrofilatura**, che normalmente non viene usata per i tessuti, ma è comunque molto diffusa nel mondo industriale per la realizzazione di **filtri avanzati, materiali tecnici biomedicali **e altro, a **costi non eccessivamente elevati**. 

 

 

         

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