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IBSA Foundation_ Invecchiare sano e bene
Redazione IBSA01 mar 20247 min read

Invecchiare sano, invecchiare bene: una priorità

Invecchiare ha da sempre affascinato l’umanità, ispirando riflessioni profonde tra gli intellettuali di ogni epoca, dall’antica Roma ad oggi. 

Già Cicerone, nel 44 a.C., nel suo "De Senectute" (Sulla vecchiaia), offre consigli pratici su come preservare salute e vitalità, anticipando con estrema lungimiranza il concetto contemporaneo di "invecchiamento sano". Quello che emerge dall’opera del filosofo romano è la centralità che ricopre l'individuo nel processo di invecchiamento. Un concetto di estrema attualità, oggetto del dibattito moderno, circa le modalità con cui vivere e affrontare la vecchiaia.

Healthy aging, che cosa intende?

Proprio negli ultimi anni, infatti, i concetti di healthy aging, o active aging hanno assunto una rilevanza sempre maggiore nei dibattiti sulla salute e sul benessere delle persone anziane. Ma cosa si intende esattamente con queste espressioni?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l'invecchiamento attivo 1 come “il processo di ottimizzazione di opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”. In questa prospettiva, assume rilevanza non solo la longevità come valore assoluto, ma anche la vitalità, intesa come piena partecipazione alla società.

L’OMS stima che entro il 2024, in Europa, assisteremo ad un cambiamento demografico significativo, con la popolazione over 65 destinata a superare quella sotto i 15 anni. Questa transizione, presenta inevitabilmente nuove sfide, che richiedono un approccio attento e consapevole rispetto al tema dell’invecchiamento.

Le raccomandazioni dell’OMS

Il contesto attuale è caratterizzato da un aumento costante dell’aspettativa di vita media, non accompagnato però da un corrispettivo incremento della qualità della vita. Questo rende inevitabile riflettere sul concetto di healthy aging, sia per quanto riguarda il benessere degli individui, ma anche e soprattutto per ridurre l’impatto che l’invecchiamento della popolazione ha sulle casse dello stato.

Il benessere, quindi, è la chiave per migliorare la qualità della vita. L'allungamento della speranza di vita offre opportunità preziose, ma molto dipende da come è affrontato l'invecchiamento. Vivere questi “anni extra” in buona salute, partecipando attivamente alla comunità, non solo arricchisce la nostra esperienza individuale, ma rafforza anche il tessuto sociale. D'altro canto, se “gli anni aggiuntivi” sono segnati da problemi di salute, isolamento sociale o dipendenza da assistenza, le conseguenze diventano pesantemente negative, influenzando sia l’individuo che l'intera società 2.

Sebbene il livello di salute degli anziani sia fortemente influenzato dallo stile di vita adottato durante la giovinezza e l'età adulta, non si può sottovalutare l'importanza dell'attività fisica e della qualità della dieta nella fase avanzata della vita. Questi elementi giocano un ruolo fondamentale nella salute, nel benessere, nella capacità funzionale, nella mobilità e nell’autonomia degli anziani.

Invecchiare in salute, infatti, va oltre la semplice assenza di patologie; implica il mantenimento di una buona capacità funzionale. Questo approccio proposto dall’OMS considera la salute come un complesso equilibrio tra stile di vita, attività fisica e alimentazione, anche in età avanzata.

Nel rapporto Promoting physical activity and healthy diets for healthy ageing in the WHO European Region 3, l’OMS sottolinea l'importanza di "invecchiare in modo sano", identificando quindi attività fisica e dieta equilibrata come elementi chiave nella prevenzione di malattie non trasmissibili, come quelle cardiovascolari, tumori, diabete, problemi di salute mentale, etc..

Sono tre le azioni che raccomanda l’OMS per migliorare la salute: 

  1. Alimentazione sana: sono suggerite diete ricche di frutta e verdura, limitando gli alimenti ultra-processati contenenti elevate quantità di zuccheri, sale e grassi saturi, prendendo invece la dieta mediterranea come esempio virtuoso;
  2. Attività fisica: aderire alla guida dell'OMS, impegnandosi in almeno 150 minuti di attività fisica moderata ogni settimana, comporta una riduzione del 28% nel rischio di mortalità per tutte le cause. In aggiunta, si consigliano vivamente altre attività che contribuiscono a mantenere l'equilibrio, la mobilità e a prevenire la perdita di massa muscolare e densità ossea;
  3. Stile di vita attivo: comparando adulti nella stessa fascia d'età, impegnarsi in livelli ancora più elevati di attività fisica può abbassare il rischio di mortalità per tutte le cause fino al 35%. In breve, abbracciare uno stile di vita attivo emerge come una tattica fondamentale per estendere la longevità e migliorare l'aspettativa di vita.

Creatività, salute mentale e longevità

Nel contesto della promozione dell'invecchiamento sano, è essenziale sottolineare l'importanza dell'arte e della cultura per il benessere fisico e mentale degli anziani

Un recente studio dell'UCL-University College London 5, sintetizzato in un articolo a cura di Catterina Seia, ha evidenziato come la partecipazione ad attività culturali e a iniziative volte a promuovere l’espressione della creatività sia spesso associata a miglioramenti della salute mentale, a una minore probabilità di sviluppare demenza e addirittura a una maggiore longevità. La partecipazione attiva ad attività culturali e artistiche, non solo migliora l'aspetto emotivo, ma ha anche un impatto positivo sull'interazione sociale e sulla stimolazione mentale.

Le iniziative culturali e artistiche nelle comunità agiscono quindi come efficaci mezzi per mantenere legami vivaci tra le generazioni e promuovere una visione positiva dell'invecchiamento, ricca di esperienze e opportunità.

Il ruolo delle istituzioni sull’invecchiamento sano

Il contesto delineato, che vede come protagonista l’individuo e il suo approccio nell'affrontare l'invecchiamento, necessita indubbiamente di un sostegno istituzionale. In particolare, la diffusione di una cultura all'invecchiamento sano.

ll dottor Kremlin Wickramasinghe, Consulente Regionale WHO/Europe per Nutrizione, Attività Fisica e Obesità, invita a rivedere la diffusa concezione di una vita inattiva e sedentaria dopo i 65 anni. Sottolineando l'importanza di un cambio di prospettiva, incoraggia decision makers, imprese e comunità a creare maggiori opportunità per migliorare il benessere degli anziani, promuovendo uno stile di vita attivo, sano e coinvolgente.

L'intervento delle istituzioni risulta di vitale importanza per tradurre in pratica le raccomandazioni dell'OMS. Queste entità possono giocare un ruolo cruciale nella creazione di ambienti comunitari che favoriscono uno stile di vita stimolante per gli anziani, offrendo spazi dedicati ad attività fisiche, programmi culturali e servizi di supporto. La collaborazione con il settore privato, inoltre, può facilitare l'attuazione di politiche aziendali incentrate sul benessere degli anziani, promuovendo un ambiente lavorativo inclusivo e sostenibile.

IBSA Foundation e il progetto Cultura e Salute 

IBSA Foundation ha sempre adottato una prospettiva innovativa nei confronti del sapere scientifico e della ricerca. La Fondazione promuove la divulgazione scientifica attraverso l’utilizzo di un linguaggio accessibile e tramite progetti che mettano in relazione la scienza e la cultura. IBSA Foundation è infatti convinta che queste due realtà, unite, possano portare benefici oltre il solo ambito terapeutico, influenzando positivamente la vita delle persone.

Uno dei progetti più significativi incentrato su questa filosofia è Cultura e Salute, un'iniziativa promossa dalla Fondazione in collaborazione con la Divisione Cultura della Città di Lugano. Fondato su un crescente corpo di evidenze scientifiche e cliniche, anche provenienti dall'OMS, il progetto mira a promuovere sinergie tra il mondo della cultura e quello della salute per migliorare la qualità di vita e il benessere delle persone nei luoghi di cura, della cultura e nella vita quotidiana.

Cultura e Salute non si limita a un connubio tra sapere scientifico e umanistico; rappresenta altresì una dimostrazione tangibile di come arte e cultura possano essere considerate autentiche forme di trattamento curativo in base a criteri scientifici.

All'interno di questo progetto, viene attribuita particolare importanza all'organizzazione di Forum e convegni aperti al pubblico. Questi eventi, che coinvolgono esperti e relatori di rilievo, offrono preziose occasioni per presentare le ultime evidenze scientifiche e le migliori pratiche a livello nazionale e internazionale, concentrandosi sull'intersezione tra cultura e salute.

Esempi recenti di questo impegno sono stati "Culture and longevity",  l’evento sulla connessione benefica tra cultura e longevità tenutosi a Zurigo nel 2023, "New Frontiers in biological and environmental determinants of aging", presentato a Bellinzona lo stesso anno. 
 
L’impegno di IBSA Foundation non si ferma qui; è infatti in corso l’organizzazione del Forum "New frontiers in cancer and healthy aging" il prossimo 18 aprile a Napoli, un nuovo capitolo per la divulgazione in ambito scientifico sul tema dell’invecchiamento e lo sviluppo di patologie tumorali.

 

 

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Bibliografia

[1] Definizione di Healthy Aging, fonte PAHO (Pan American Health Organization) 
[2] UN Decade of Healthy aging Plan of action 2021-2030
[3] WHO Report on healthy ageing
[4] IBSA Foundation - Get inspired. Culture: a driver for health and wellbeing in the EU
[5] Rapporto UCL, The Impact of Arts and Cultural Engagement on Population Health

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IBSA Foundation for scientific research promuove una divulgazione scientifica autorevole ed accessibile atta alla tutela della salute e sostiene giovani studenti e ricercatori grazie all’istituzione delle Fellowship e di eventi dedicati.

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