Skip to content
Opera Credere alle maschere di Romeo Castellucci
Redazione IBSA20265 min read

Credere alle maschere di Romeo Castelluci: performance e talk

Domenica 14 febbraio 2027 alle ore 11.00, la Hall del LAC ospita un talk con Romeo Castellucci, tra i protagonisti della scena teatrale contemporanea, in dialogo con la curatrice Piersandra Di Matteo. L’incontro si inserisce nel progetto SciArt di IBSA Foundation e segue la performance Credere alle Maschere, in programma nella sede del MASI al LAC dal 29 al 31 gennaio 2027.

Grafica evento SciArt per Credere alle Maschere di Romeo Castellucci, con due persone che indossano maschere realistiche e un ritratto dell’artista.

 

SciArt, il progetto di IBSA Foundation nato per promuovere la contaminazione tra discipline scientifiche e artistiche, invita il pubblico a vivere in prima persona un'esperienza tra teatro e identità con Romeo Castellucci.

 

Il Talk con l'artista

Domenica 14 febbraio alle ore 11, la Hall del LAC ospiterà un incontro con Romeo Castellucci, in dialogo con Piersandra Di Matteo, teorica della performance che accompagna il suo lavoro come drammaturgo. Questo appuntamento rappresenta un'occasione unica e preziosa per entrare nel cuore della ricerca artistica del Maestro, scoprendo da vicino le dinamiche del suo processo creativo.

L’incontro arricchisce la personale che il LAC dedica a Castellucci e funge da ponte tra due importanti appuntamenti. Avviene infatti a pochi giorni dalla conclusione di Credere alle Maschere, l'intensa performance presentata negli spazi del MASI Lugano tra il 29 e il 31 gennaio 2027 e anticipa le repliche del suo ultimo lavoro Faust. Fatto, non detto, che andrà in scena il 22 e 23 febbraio nella Sala Teatro. 

Nel corso della conversazione, verranno esplorati i temi fondanti della ricerca teatrale di Castellucci. Al centro del dialogo ci sarà il delicato rapporto tra immagine e parola, con un'attenzione particolare a come questo legame si stia trasformando grazie alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia. La conversazione spazierà anche su altri aspetti affascinanti del suo teatro: l'importanza e il ruolo del corpo all'interno dello spazio scenico, il continuo dialogo tra tradizione e sperimentazione più audace e le connessioni tra arte, scienza e percezione umana.

L’incontro avrà una durata di circa 45 minuti e si concluderà con una sessione di Q&A aperta al pubblico.


 

La performance

Credere alle Maschere nasce dalla ricerca di Romeo Castellucci sulla maschera, elemento iconico del teatro che trasforma la visione in un'esperienza collettiva e radicale fatta di parole, oggetti e immagini.   

La maschera assume qui una funzione particolare: non nasconde l'identità, bensì la espone allo sguardo degli altri. Il centro dell’azione è spostato sul corpo dello spettatore, chiamato non solo a partecipare ma a essere direttamente implicato.  

L’insieme dei volti compone una figura plurale, quasi un popolo, all'interno di uno spazio che permette di guardare ed essere guardati, intensificando al massimo la relazione reciproca. 

Per Romeo Castellucci:

“C'è una stanza, a volte è bianca, a volte nera, a volte è drappeggiata di bianco se la stanza è nera, a volte è drappeggiata di nero se la stanza è bianca. Non ci sono attori qui, ma cose e parole. C'è una pipa che non è una pipa, ma è solo una scusa e non è questo il problema. Andiamo fino in fondo, dove c'è una sedia vista da lontano che ricorda Andy Warhol, che ricorda me, che ricorda te. C'è un certo numero di spettatori e un certo numero di maschere rigide. Sono numeri pari. Ciascuna maschera appartiene solo alla persona che per caso la riceve e sarà sua per tutta la vita“


La performance è una produzione Societas, in coproduzione con Triennale Milano Teatro, Vienna Festival (Wiener Festwochen) | Free Republic of Vienna, Grec Festival Barcelona 2026 e Transart, Festival for contemporary cultures.

Opera Credere alle maschere di Romeo Castellucci

 



Romeo Castellucci

Romeo-Castellucci

Regista, creatore di scene, luci e costumi, è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Il suo lavoro propone una drammaturgia che ribalta il primato della letteratura, facendo del suo teatro una complessa forma d’arte; un teatro fatto di immagini straordinariamente ricche, espresso in un linguaggio comprensibile come la musica, la scultura, la pittura o l’architettura.

Le sue messe in scena sono regolarmente invitate e prodotte dai più prestigiosi teatri internazionali, festival e teatri dell’opera, in oltre sessanta paesi che coprono tutti i continenti.

Al LAC di Lugano ha presentato Democracy in America, Bros – in prima assoluta – e Bérénice, spettacolo in cui dirige Isabelle Huppert. 

Leone d’Oro alla Biennale di Venezia e Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica francese, nella sua carriera ha ricevuto premi e riconoscimenti importanti. 

 

Piersandra di Matteo

Piersandra-Di-Matteo-1

Studiosa, dramaturg e curatrice nell’ambito delle arti performative, Piersandra Di Matteo è membro di PerLA | Performance Epistemologies Research Lab dell’Università Iuav di Venezia, dove ha insegnato per anni.

Nel 2026 è Associate Research Scholar presso l’Italian Academy della Columbia University di New York; nel 2017 è Visiting Scholar la Graduate Center della CUNY. Dal 2008 è stretta collaboratrice teorica di Romeo Castellucci, con cui collabora come dramaturg in istituzioni teatrali e operistiche internazionali. Ha tenuto conferenze e seminari presso università e centri di ricerca internazionali, tra cui Harvard University, University of Pennsylvania, School of Creative Media di Hong Kong, Shanghai Theatre Academy, LASALLE College of the Arts di Singapore, DAS Theatre e SNDO di Amsterdam, UQAM di Montréal, MITsp di São Paulo e Fondazione Pistoletto. È stata direttrice artistica di Short Theatre (2021–2024) e di Atlas of Transitions Biennale (2017–2020).

Dal 2024 cura progetti di residenza per l’Académie del Festival d’Aix-en-Provence. Attualmente è Curator-at-Large di FAULT. Field for Artistic Unmastery and Living Transmission al LAC Lugano Arte e Cultura.

 



Cosa è SciArt?

SciArt è un progetto di IBSA Foundation nato per promuovere la contaminazione tra discipline scientifiche e artistiche e offrire alla comunità nuove chiavi di lettura del mondo di oggi.

La scienza e le arti hanno sempre convissuto nel tempo e nello spazio. Pur con metodologie e finalità differenti, artiste e artisti, scienziate e scienziati osservano il mondo che li circonda, aprendo a nuove prospettive, interpretazioni e significati.

Attraverso diversi formati di eventi e prodotti digitali, SciArt punta lo sguardo su quelle creazioni artistiche che si sono trasformate grazie all'interazione con scienziati, scoperte e istituti di ricerca. Il pubblico può avvicinarsi a queste proposte e ascoltare, dalla viva voce di artisti e scienziati, come realtà molto diverse si influenzino a vicenda.

Il progetto si inserisce perfettamente all’interno della missione della Fondazione, che dal 2012 si impegna a diffondere una cultura scientifica autorevole, condividendo principi e conoscenze con un linguaggio accessibile e sensibilizzando sui temi legati alla scienza, alla cultura e al benessere dell’individuo.

SCOPRI IL PROGETTO

avatar
Redazione IBSA
IBSA Foundation for scientific research promuove una divulgazione scientifica autorevole ed accessibile atta alla tutela della salute e sostiene giovani studenti e ricercatori grazie all’istituzione delle Fellowship e di eventi dedicati.