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IBSA Foundation_tessuto tech elettrico
Paolo Rossi Castelli22 giu 20232 min read

Generare elettricità grazie a un tessuto “tech”

Ricercatori cinesi hanno realizzato un materiale indossabile che, sfruttando i movimenti del corpo, riesce a “indurre” e immagazzinare deboli correnti, in grado di alimentare lo smartwatch o altri dispositivi.

I bioingegneri della Tsinghua University (Pechino) hanno realizzato un tessuto che, per il solo fatto di essere indossato, e quindi sottoposto ai movimenti del corpo, genera elettricità (una debole corrente, ma significativa). Il sistema la immagazzina e può utilizzarla per alimentare uno o più dispositivi (come lo smartwatch), oppure un sistema di monitoraggio delle funzioni vitali.

I risultati degli studi su questo nuovo, avanzato tipo di materiale sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nano Research Energy. Dunque, i ricercatori cinesi sembrano aver raggiunto un obiettivo inseguito da tempo: quello di poter utilizzare un sistema di generazione e ricarica elettrica che prescinda da batterie separate.

Il tessuto, chiamato fiber-TENG, contiene anche nanomateriali (in particolare, nanotubi di carbonio), cioè materiali che sono stati progettati per avere dimensioni fra 1 e 100 nanometri (un nanometro, lo ricordiamo, equivale a un miliardesimo di metro). In questa scala così ridotta, i nanomateriali presentano caratteristiche diverse rispetto ai loro omologhi di dimensioni più grandi.

Un tessuto high-tech composto da tre strati

Il tessuto creato dai ricercatori della Tsinghua University, una delle più importanti in Cina, è costituito da tre strati paralleli: uno di acido polilattico (un polimero usato nelle stampanti 3D), uno di ossido di grafene ridotto (usatissimo in vari ambiti) e uno di polipirrolo (sostanza già molto utilizzata in medicina e non solo). La sigla di questo “sandwich” è PLA-rGO-PPy.

Questi materiali costituiscono la trama di un materiale che sfrutta la triboelettricità, cioè l’elettricità irregolare che si genera naturalmente, in alcuni materiali, per attrito, con i normali movimenti del corpo. Il fiber-TENG riesce a raccogliere quellenergia, che è a bassa frequenza, e ad accumularla in un tessuto a composizione leggermente diversa, chiamato fiber-SC, basato sull’ossido di grafene, che contiene i nanotubi e assicura la funzione forse più desiderata: la possibilità, come dicevamo, di sfruttare queste deboli correnti elettriche per alimentare eventuali apparati esterni.

Il fiber-SC può essere inserito all’interno del tessuto TENG in una zona specifica, per esempio quella del polso, e da lì inviare l’elettricità dove ce n’è bisogno: a uno smartwatch, ad auricolari wireless, o a un sensore per il battito cardiaco. Ma la corrente così generata potrà servire, secondo i ricercatori, anche per alimentare altri tipi di applicazioni, come quelle che consentono il controllo dell’organismo, dopo un ricovero o un intervento chirurgico, o anche per il monitoraggio di certi microrganismi patogeni.

Leggero, flessibile e relativamente facile da realizzare

Il tutto, scrivono gli studiosi, funziona regolarmente per un elevato numero di cicli, è molto leggero e flessibile, gradevole da indossare e anche relativamente semplice da realizzare, perché è costituito da elementi sostenibili e già in commercio (anche se il processo di “assemblaggio” richiede, in verità, tecniche molto avanzate).

Il team ora vuole esplorare i potenziali usi del tessuto nel “mondo reale”, fuori dai laboratori accademici. Per questo – si legge in un comunicato della Tsinghua University – verranno ottimizzati i processi di progettazione e fabbricazione, e studiate le prestazioni in condizioni differenti.

 

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Paolo Rossi Castelli

Giornalista dal 1983, Paolo si occupa da anni di divulgazione scientifica, soprattutto nel campo della medicina e della biologia. È l'ideatore dello Sportello Cancro, il sito creato da corriere.it sull'oncologia in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi. Ha collaborato per diversi anni con le pagine della Scienza del Corriere della Sera. È fondatore e direttore di PRC-Comunicare la scienza.

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