Corso universitario Cultura e Salute

Un corso universitario aperto al pubblico che offre nuove prospettive sui benefici che arte e cultura hanno per la salute e il benessere delle persone.

Da ottobre a dicembre 2021, per sette lunedì, personalità del mondo della cultura e professori della Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) si confronteranno su temi che legano la cultura alla salute.

È quanto propone “Cultura e Salute”, progetto promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’USI in collaborazione con la Divisione Cultura della Città di Lugano e IBSA Foundation per la ricerca scientifica.

Gli incontri, aperti al pubblico e agli studenti di medicina (con riconoscimento di un 1 ECTS), si svolgeranno da lunedì 18 ottobre a lunedì 6 dicembre nell’Aula polivalente del Campus Est a Lugano dalle 18.00 alle 19.30.

L’idea del corso nasce dall’esigenza di fornire agli studenti di medicina dell’USI e al pubblico interessato una nuova prospettiva sul rapporto privilegiato che intercorre tra partecipazione culturale e stato di salute.

Ogni lezione sarà introdotta e moderata dal Prof. Enzo Grossi e prevede un key-note speech introduttivo di un ospite internazionale in collegamento da remoto, che presenterà il tema della lezione sulla base della propria esperienza e competenza.

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Prof. Enzo Grossi

Medico, ricercatore, Scientific Advisor del Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI di Scienze per la vita, Direttore Scientifico Istituto di Neuropsichiatria Infantile Villa Santa Maria di Tavernerio (Como), Docente di cultura e salute presso la Facoltà di medicina dell’Università degli Studi di Torino. Ha insegnato la stessa materia presso lo IULM di Milano e l’Alma mater studiorum di Bologna. Socio Fondatore del Cultural Welfare Centre di Torino.

Consulente di IBSA Foundation per il progetto Cultura e Salute e coordinatore del corso presso l’USI.

Programma completo dei 7 incontri

18.10.2021 - Prima lezione

Arte, cultura, salute e benessere
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25.10.2021 - Seconda lezione

Abitare lo spazio
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08.11.2021 - Terza lezione

Un tuffo nel paesaggio
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15.11.2021 - Quarta lezione

La ricerca della felicità
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22.11.2021 - Quinta lezione

Specchio delle mie brame. Neuroni e empatia
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29.11.2021 - Sesta lezione

Elogio della bellezza
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06.12.2021 - Settima lezione

Musica, anima e corpo
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Dove:

Nell’Aula polivalente del Campus Est a Lugano dalle 18:00 alle 19:30

Lunedì 18 ottobre 2021, 18:00–19:30

Arte, cultura, salute e benessere

Il ruolo dell’arte e della partecipazione culturale sulla salute: una visione di insieme

Relatore:
Enzo Grossi, esperto di cultura e salute

Discussione con:
Graziano Martignoni, psichiatra
Emiliano Albanese, salute pubblica

Le evidenze sul ruolo della partecipazione culturale nella promozione della salute sono basate essenzialmente su studi osservazionali.

Emarginati sino a 10-15 anni fa dall’entourage epidemiologico più tradizionale, gli studi osservazionali hanno visto un incremento notevole di interesse da parte della comunità scientifica, pubblica e privata, grazie a nuovi contributi metodologici intercorsi negli ultimi anni.

In questo modulo, sono presi in rassegna i principali studi condotti in vari Paesi sul ruolo della partecipazione culturale nella promozione dello stato di salute.

Le evidenze disponibili sono convergenti e unanimemente a favore di un ruolo importante giocato dalla partecipazione culturale sull’allungamento della durata della vita e sulla prevenzione delle principali malattie croniche degenerative.

Leggi l'intervista ad Enzo Grossi


Lunedì 25 ottobre 2021, 18:00–19:30

Abitare lo spazio

La teoria salutogenica sul ruolo dell’architettura e l’impatto dell’ambiente costruito sulla salute e il benessere.

Relatore:
Alan Dilani, designer

Discussione con:
Mario Botta, architetto
Silke Gillessen Sommer, oncologa

L’architettura ha la capacità di condizionare, in positivo o in negativo, qualità della vita e, quindi, della salute.

Diversi studi affrontano tale relazione. Il design salutogenico si basa su una maggior consapevolezza dell’impatto dell’ambiente circostante sulla salute e il benessere umano.

Obiettivo dell’incontro è quello di presentare e discutere come e quali elementi – come il legame tra l’accesso alla luce naturale e la pressione sanguigna, tra il sovraffollamento o il rumore cronico e lo stress psicologico – possano essere maggiormente considerati nella progettazione e quindi nella realizzazione di un edificio in cui gli esseri umani vivono, lavorano, si curano, imparano o giocano.

Leggi l'intervista ad Alan Dilani


Lunedì 08 novembre 2021, 18:00–19:30

Un tuffo nel paesaggio

Gli impatti dell’ambiente naturale sulla salute. Progetti, metodi, risultati e casi di studio.

Relatrice:
Giuseppina Spano, psicologa

Discussione con:
Romolo Nottaris, alpinista
Giovanni Pedrazzini, cardiologo

Per la maggior parte delle persone una passeggiata lungo un fiume, lungo un sentiero nel bosco, sul pendio di una montagna o lungo una spiaggia ha un effetto rilassante e piacevole.

Sia il green space che il blue space
hanno il potere di rendere le persone più felici. Fino a poco tempo fa, queste nozioni ben note già nel secolo scorso, quando i medici vittoriani prescrivevano l’”aria di mare” come cura per un assortimento di angosce e disturbi, erano parte del comune sentire.

Ora invece esistono prove scientifiche che confermano il potere curativo della natura incontaminata.

Così lo shinrin-yoku o il forest bathing, sono diventati concetti e pratiche diffuse, non solo in Giappone, per la gestione dello stress. La percezione della bellezza è infatti in grado di influenzare il nostro benessere fisico e psichico, generando sensazioni ed emozioni positive che possono influenzare positivamente le nostre condizioni di salute.

Leggi l'intervista a Giuseppina Spano


Lunedì 15 novembre 2021, 18:00–19:30

La ricerca della felicità

Mente-corpo: come la cultura può contribuire nella prevenzione e nella cura delle patologie stress-correlate.

Relatrice:
Antonella Delle Fave, medico-psicologa

Discussione con:
Daniele Finzi Pasca, regista
Federica Sallusto, immunologa

Lo studio della felicità è il principale focus della psicologia positiva, un movimento nato nell’ambito delle scienze psicologiche durante gli anni ‘90 partendo da studi e ricerche sul benessere soggettivo.

Da allora, la “psicologia positiva” ha fornito rilevanti elementi innovativi, sia in termini teorici che applicativi. Nell’ambito di tale disciplina si possono identificare due prospettive di base: da una parte la prospettiva edonica, in cui le ricerche e gli studi si focalizzano sull’analisi della dimensione del piacere; dall’altra, la prospettiva eudaimonica che si focalizza sullo studio dei fattori che promuovono le potenzialità, la realizzazione personale e lo sviluppo dell’individuo, ance in relazione allo sviluppo della collettività.

Leggi l'intervista ad Antonella Delle Fave


Lunedì 22 novembre 2021, 18:00–19:30

Specchio delle mie brame. Neuroni e empatia

Arte, bellezza e empatia: il ruolo dei neuroni a specchio.

Relatore:
Vittorio Gallese, neuroscienziato

Discussione con:
Michelangelo Pistoletto, artista
Alain Kaelin, neurologo

La scoperta dei “neuroni specchio” ha avuto ripercussioni ricche di conseguenze psicologiche, filosofiche e sociali. Si tratta infatti di neuroni che funzionano come motori della partecipazione, che si attivano nel guardare i movimenti e le reazioni emotive di un altro individuo, nei medesimi centri cerebrali che si attiverebbero se noi stessi ne fossimo i protagonisti.

Che sia un dipinto, una sinfonia o un film, poco importa: quando siamo di fronte a una forma d’arte degna di tale nome, il nostro cervello e il nostro corpo reagiscono alla sua forza comunicativa, anche suscitando meccanismi di condivisione emotiva con chi ci sta vicino.

È per questo che la condivisione di esperienze estetiche con altre persone potenzia le emozioni positive e contribuisce al benessere collettivo.

Leggi l'intervista a Vittorio Gallese


Lunedì 29 novembre 2021, 18:00–19:30

Elogio della bellezza

Neuroestetica: le basi neurobiologiche della bellezza.

Relatore:
Luca Ticini, neuroscienziato cognitivo

Discussione con:
Fabio Pusterla, poeta
Andrea Alimonti, oncologo

Recenti studi realizzati utilizzando avanzate tecniche di visualizzazione dell’attività cerebrale, come la risonanza magnetica funzionale (fMRI), hanno dimostrato come l’arte stimoli nel nostro cervello alcune aree cerebrali coinvolte nella sensazione di ricompensa e benessere, generando così una risposta biochimica molto simile a quella misurata durante l’innamoramento.

Questi risultati testimoniano come il piacere estetico, il desiderio ed il benessere siano strettamente interconnessi dal punto di vista neurobiologico, e suggeriscono come l’arte e la partecipazione culturale possano essere di beneficio contro l’ansia e la depressione.

Leggi l'intervista a Luca Ticini


Lunedì 06 dicembre 2021, 18:00–19:30

Musica, anima e corpo

Il contributo della musica come strumento di cura e di promozione della salute.

Relatore:
Alfredo Raglio, esperto in musicoterapia

Discussione con:
Markus Poschner, direttore d’orchestra
Pietro Majno-Hurst, chirurgo

La letteratura scientifica conferma il potere curativo della musica già noto nell’antichità e nella mitologia. Nel corso dei secoli la musica è diventata oggetto di interesse in ambito medico e neuroscientifico.

Attualmente, solide evidenze scientifiche supportano l’idea che la musica possa essere considerata un efficace strumento di cura, in ogni età della vita e in numerosi ambiti clinici. Il suono e la musica stimolano e regolano le emozioni, l’attenzione, le funzioni cognitive, la comunicazione e il comportamento.

Un numero sempre più grande di studi sta dimostrando che l’ascolto della musica: può renderci più felici e migliorare l’apprendimento, soprattutto in giovane età; favorisce le connessioni tra gli emisferi del cervello, la comunicazione e il comportamento; già nel periodo perinatale, migliora lo sviluppo cognitivo precoce; favorisce l’invecchiamento attivo e aiuta a gestire e contrastare molte malattie; aiuta a ridurre lo stress, contrastare il dolore cronico, recuperare le funzioni motorie e neurologiche che sono state danneggiate da un ictus o da eventi traumatici.

Nel caso di bambini sullo spettro autistico o con deficit di attenzione e difficoltà di linguaggio, la musica è una risorsa per l’apprendimento e le relazioni.

Leggi l'intervista ad Alfredo Raglio

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