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Per un’etica del digitale
di Francesco Morace

Nel cambiamento digitale della vita onlife in cui siamo immersi, emerge un rischio che bisogna evitare: la perdita di valore delle cose, delle persone, della loro profondità, come effetto apparentemente inevitabile di comportamenti veloci, ricorsivi, automatici, verso cui inconsapevolmente l’intera società si sta orientando. Nei nostri comportamenti e attitudini digitali spesso ci limitiamo a riprendere, rilanciare, ritwittare, condividere e poi discutere e litigare riguardo a ciò che si è estratto: quasi mai sono diamanti!

Non è bello limitarsi a estrarre, senza elaborare i propri pensieri seguendo un’Etica. Perché lo facciamo? Perché è più semplice, più veloce e non ci costringe allo stress del prendere posizione: che è l’unico modo di introdurre al pensiero morale, decidendo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. È così che rischiamo di perdere il senso delle cose e delle nostre vite. Con l’affermazione della Rete, intesa come madre e matrice di tutte le informazioni e conoscenze, siamo portati ad adottare un modello estrattivo del valore, abbandonando la modalità trasformativa che implica responsabilità nelle scelte. È qui che l’Etica deve riconquistare il suo ruolo.

Non è colpa degli algoritmi – utilissimi in molte occasioni – e neanche dei geo-localizzatori che con voci sintetiche ci indicano la strada: è solo colpa nostra e della nostra pigrizia mentale. È colpa della mancanza di tempo e di energie, ma è anche mancanza di coraggio nel tracciare nuovi percorsi e immaginare nuove mappe. Rinunciare alla progettazione delle mappe che orientano la nostra conoscenza, significa rinunciare all’elaborazione dei concetti, che non sono informazioni ma il costrutto più umano del nostro esistere e abitare il mondo: si chiama filosofia morale.

Dobbiamo invece intendere la realtà online come occasione per curare contenuti e far crescere relazioni, seguendo un modello opposto a quello che si limita a estrarre dal mondo digitale un valore che si misura troppo spesso solo in termini di visibilità, moltiplicazione dei contatti, pervasività riconosciuta: il ruolo ambiguo degli influencer che si potenzia nel momento in cui l’etica si indebolisce. Il modello estrattivo può costituire una scelta sostenibile solo se si combina con una trasformazione etica: in termini valoriali, creativi e progettuali.

Questo il tema che Francesco Morace, sociologo e Presidente di Future Concept Lab ha presentato durante il workshop “Etica & Digitale”, che si è svolto a Lugano martedì 3 settembre. L’evento è rientrato nel programma dell’appuntamento annuale della Giornata Digitale Svizzera, di cui Fondazione IBSA è partner.

Francesco Morace edita e digitaleSociologo e saggista, Francesco Morace lavora da più di 30 anni nell’ambito della ricerca sociale e di mercato. E’ Presidente di Future Concept Lab e ideatore del Festival della Crescita. Consulente strategico di Aziende e Istituzioni a livello internazionale, dal 1981 tiene conferenze, corsi e seminari in molti paesi dell’Europa, dell’Asia, del Nord e del Sud America.

Docente di Social Innovation al Politecnico di Milano, è autore di oltre 20 saggi, tra cui i recenti “Crescere. Un Manifesto in dodici mosse” (2017), “ConsumAutori. I nuovi nuclei generazionali” (2016); “Crescita Felice. Percorsi di futuro civile” (2015), “Italian Factor. Come moltiplicare il valore di un Paese” (2014), tutti per i tipi Egea.

Partecipa dal 2014 alla trasmissione radiofonica Essere e Avere di Radio24 con la rubrica settimanale ”Il ConsumAutore”. Cura rubriche dedicate ai Trend su diverse testate, tra le quali Adv, Mark Up, Millionaire.

Location

Lugano, Piazza Fontana

Data

3 settembre 2019 – ore 20:30
ingresso libero

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Foto di gruppolocandina