Skip to content
Due tecnici lavorano in una sala di montaggio audio e video, osservando su un grande schermo una scena del cortometraggio con timecode visibile.
Redazione IBSA20263 min read

La luce attesa: un cortometraggio sul desiderio di diventare genitori

IBSA Foundation e CISA Film Academy di Locarno hanno realizzato un cortometraggio che esplora, attraverso materiali d'archivio e una narrazione non convenzionale, il desiderio universale di genitorialità.

Nel 2025, IBSA Foundation ha scelto di aggiungere un nuovo linguaggio al percorso avviato anni fa con il progetto Parole Fertili: il cinema. Nato dalla collaborazione con CISA Film Academy di Locarno, "La luce attesa" è un cortometraggio che si inserisce in una strategia editoriale e culturale che nel tempo ha saputo declinare la riflessione sulla genitorialità in forme diverse: dalla piattaforma di story sharing al libro, fino al teatro. Con il cinema, la Fondazione compie un ulteriore passo verso un pubblico più ampio, cercando nel linguaggio delle immagini e delle suggestioni qualcosa che la parola da sola non sempre riesce a toccare.

Una storia, tante voci

"La luce attesa" accompagna lo spettatore in un itinerario emotivo sul desiderio di diventare genitori, con tutto ciò che questo comporta: la speranza, il senso di inadeguatezza, gli insuccessi, il momento in cui si impara ad accettare che un desiderio possa restare irrealizzato. Il filo conduttore è la luce, metafora di qualcosa che persiste anche quando il percorso si interrompe.

Una delle scelte più delicate del processo creativo ha riguardato la struttura narrativa. Le testimonianze raccolte nel tempo attraverso Parole Fertili sono molte, ciascuna con la propria specificità. Usarle tutte avrebbe rischiato di disperdere l'attenzione. La soluzione è stata costruire un'unica voce narrante che fondesse frasi e frammenti di esperienze diverse in un racconto singolare ma riconoscibile: una storia che non appartiene a nessuno in particolare, e che per questo può appartenere a molti.

Per costruire questo racconto, sono stati utilizzati materiali d'archivio, provenienti principalmente dalla Svizzera e da Lugano. Questi non vengono usati in senso documentaristico, ma come supporto simbolico: immagini sottratte al loro contesto originale per acquisire nuovi significati, nuovi accenti emotivi. La colonna sonora segue la stessa logica: sviluppata dallo stesso regista, si muove per contrasti, accompagnando le tensioni del racconto senza mai appiattirsi su un semplice sfondo.
La narrazione stessa sceglie di non svelare tutto subito e non si limita al desiderio di genitorialità come esperienza intima: osserva anche come la famiglia sia cambiata nel tempo, come la società e le sue aspettative plasmino il modo in cui quel desiderio viene vissuto.

Le persone dietro al film

Due tecnici lavorano in una sala di montaggio audio e video, osservando su un grande schermo una scena del cortometraggio con timecode visibile.

Il cortometraggio è stato diretto da Etienne Del Biaggio, regista e montatore scelto per la sua esperienza nel lavoro con materiali d'archivio. Prima di iniziare, ha letto le testimonianze raccolte nel libro "Parole Fertili: Viaggio alla ricerca di un figlio", un corpus di storie reali che ha orientato le sue scelte creative. 
"Ho provato eccitazione e un certo timore", ha raccontato. "Si tratta di un argomento umano molto complesso, e volevamo rappresentarlo con rispetto."

Una delle scelte più significative è stata quella della voce narrante. Affidata a Elda Olivieri - nota al grande pubblico anche come voce italiana di Lara Croft nella saga di Tomb Raider - la narrazione ha trasformato ciò che era un collage di frasi tratte da esperienze diverse in un racconto capace di tenere. Una voce matura e limpida, in grado di restituire la profondità del materiale senza sovrastarlo. La collaborazione, ha detto il regista, è stata un'esperienza inaspettatamente emozionante.
Il titolo, "La luce attesa", riprende un motivo ricorrente nell'intera traiettoria del progetto Parole Fertili: quella speranza che non si spegne nemmeno quando non porta a un esito lieto.

Una donna registra la propria voce in una cabina insonorizzata, affiancata da un tecnico durante una sessione di doppiaggio o voice-over.
Un tecnico audio lavora a una console di controllo in studio, con un collega sullo sfondo e documenti di produzione sul tavolo.
Due tecnici lavorano in una sala di montaggio audio e video, osservando su un grande schermo una scena del cortometraggio con timecode visibile.
Un tecnico audio lavora a una console di controllo in studio, con un collega, sullo sfondo una donna in sala registrazione.
La-luce-attesa-un-cortometraggio-sul-desiderio-di-diventare-genitori-3

 

La candidatura al festival e lo sguardo del regista

Il cortometraggio è stato candidato al Festival Unarchive di Roma, nella sezione dedicata al riuso di materiali di classe, una cornice coerente con il processo creativo che ha coinvolto gli studenti della CISA. 
Alla domanda su cosa spera che il film lasci, Etienne è diretto: la domanda che vuole che rimanga è se il non poter avere un figlio renda meno genitori. Non c’è una risposta. È più un punto di partenza, perché ogni spettatore possa portarsi a casa la propria parte di riflessione.

avatar
Redazione IBSA
IBSA Foundation for scientific research promuove una divulgazione scientifica autorevole ed accessibile atta alla tutela della salute e sostiene giovani studenti e ricercatori grazie all’istituzione delle Fellowship e di eventi dedicati.