Dopo il corso di Cultura e Salute e l'appuntamento di Boston, la Fondazione ha preso parte a un nuovo dialogo internazionale a New York, con esperti di arte, salute e politica pubblica.

New York, 30 aprile 2026 – A pochi giorni dall'appuntamento di Boston (LINK) dedicato al benessere degli adolescenti e la loro relazione con il mondo digitale, IBSA Foundation ha fatto tappa a New York per approfondire il tema della prescrizione sociale.
L'evento The Case for Social Prescribing, ospitato dallo Swiss Institute di New York e organizzato in collaborazione con Swissnex e la Divisione Cultura della Città di Lugano, ha riunito ricercatori, link workers, istituzioni sanitarie e culturali, medici e imprese attive negli Stati Uniti e in Svizzera, in un dialogo aperto su come le attività sociali e culturali possano diventare strumenti di cura.
La serata si è aperta con i saluti istituzionali di Swissnex, seguiti dagli interventi di Silvia Misiti, Direttrice di IBSA Foundation, e di Luigi Di Corato, Direttore della Divisione Cultura della Città di Lugano, che hanno presentato il progetto pilota in corso a Lugano: “Arte su prescrizione medica”, uno studio clinico sviluppato in collaborazione con l'Istituto di Medicina di Famiglia dell'USI, la Divisione Cultura della Città e il LAC – Lugano Arte e Cultura. Un'iniziativa che traduce i principi del social prescribing in percorsi culturali personalizzati, costruiti con medici ed esperti e seguiti da link worker professionisti, per misurare l'impatto delle attività artistiche sul benessere delle persone.
Prescrizione sociale al centro delle iniziative della Fondazione
La prescrizione sociale non è, infatti, un tema nuovo per la Fondazione. La quinta edizione del corso universitario Cultura e Salute, promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell'USI in collaborazione con la Fondazione e la Divisione Cultura della Città di Lugano, aveva visto nell'arco di sette incontri da ottobre a novembre 2025, personalità della scienza e della cultura confrontarsi sui diversi volti del social prescribing: dall'attività fisica al contatto con la natura, dall'arte al volontariato, fino all'inclusione sociale. Un tema che la Fondazione ha raccontato e approfondito anche sul proprio sito.
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A introdurre il quadro internazionale all’evento e a moderarne poi la tavola rotonda è stata Julia Hotz, giornalista pluripremiata e autrice di The Connection Cure (Simon & Schuster), il primo libro a raccogliere la scienza e le storie della prescrizione sociale. Hotz aveva già incrociato il percorso di IBSA Foundation proprio al corso Cultura e Salute 2025, di cui faceva parte del comitato scientifico insieme a Silvia Misiti e Luigi Di Corato.
Il panel ha messo a confronto tre voci americane: Larissa W. Trinder di NYC Health + Hospitals, Aly Maier Lokuta del NJPAC e Javier Silva della Federal Reserve Bank of New York che ha portato la prospettiva economica, esplorando il ruolo delle politiche pubbliche e dei sistemi finanziari nell'intersezione tra salute e inclusione sociale.
Tra le tematiche affrontate, nonché una delle domande più ricorrenti: perché serve una prescrizione per andare a un museo o a un concerto?
I panelist hanno risposto con esempi concreti, mostrando come il valore stia nella struttura, nell'accompagnamento e nella personalizzazione dell'intervento, elementi che fanno la differenza tra un'attività occasionale e un percorso di cura.
Il dialogo con il pubblico
Dopo la tavola rotonda, uno Speakers' Corner ha dato voce al pubblico, invitato a condividere liberamente esperienze, riflessioni e idee legate ai temi della serata, prima dell'aperitivo di networking che ha chiuso l'incontro.
Si tratta di un format ispirato alla tradizione svizzera, nato nell'Ottocento a Londra come spazio di libera espressione pubblica: interventi brevi e microfono aperto, un confronto diretto per arricchire quanto emerso durante il panel.
Quello di New York ha dimostrato che il social prescribing è ormai un tema capace di mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni culturali, aziende e comunità scientifiche di Paesi diversi. Per IBSA Foundation, partecipare a questo confronto è un ulteriore passo in avanti per avvicinare la ricerca alla pratica, e promuovere un nuovo e innovativo modo di pensare alla cura.