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Paolo Rossi Castelli25 apr 20181 min read

Il fegato da trapiantare? Meglio se sta al caldo

Contrordine: i fegati da trapiantare non vanno tenuti al freddo, come si usa fare da molti anni, ma al caldo o, meglio, alla temperatura di 37 gradi. I danni che si creano mantenendo l’organo alla temperatura fisiologica, secondo un’équipe dell’Università di Oxford (Gran Bretagna), sono infatti minori rispetto a quelli causati dal freddo, se il fegato viene trattato in un modo specifico e con uno strumento chiamato Metra, dell’azienda OrganOx, messo a punto dai ricercatori stessi.

I chirurghi inglesi hanno appena pubblicato sulla rivista Nature i risultati di una sperimentazione controllata su 220 pazienti di tutta Europa sottoposti a trapianto di fegato (in parte utilizzando organi tenuti a 37 gradi e in parte organi conservati al freddo). Ebbene, i pazienti che hanno ricevuto il fegato conservato a 37 gradi tramite Metra hanno mostrato il 50% in meno di alterazioni dei valori degli enzimi epatici (parametro che denuncia un danno cellulare) rispetto al gruppo di pazienti trattati con il metodo tradizionale, e un’incidenza della disfunzione precoce dell’organo trapiantato (condizione grave che può compromettere tutta la procedura) del 10%, contro il 30% di coloro che avevano ricevuto un fegato preservato in ghiaccio. Inoltre, i chirurghi che hanno tentato il trapianto con il fegato conservato al freddo hanno scartato un numero di organi doppio rispetto agli altri, e sono riusciti a mantenere vitali quelli adatti per otto ore, contro le 12 ore degli altri (e anche queste sono differenze rilevanti).

I dati raccolti riguardano, però, solo un numero ristretto di pazienti (220, come dicevamo), tenuti sotto osservazione per un anno, e sarà quindi necessario aspettare per verificare l’andamento dei trapianti nel tempo, ma le premesse lasciano ben sperare.

Con Metra si forniscono al fegato sangue ossigenato, nutrienti e antiaggreganti, e si tolgono gli elementi del sistema immunitario che possono danneggiare l’organo. Lo strumento è già in dotazione presso diversi centri europei e in via di approvazione negli Stati Uniti, anche se non viene utilizzato ancora molto, perché ogni trapianto con Metra costa dalle 4.000 alle 7.000 sterline (da circa 5.400 a circa 9.500 CHF) in più rispetto a quello con ghiaccio. Secondo gli autori dello studio, Metra è destinato per il momento alle situazioni più delicate e pericolose, anche se si pensa di poterlo usare sempre più in futuro.

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Paolo Rossi Castelli

Giornalista dal 1983, Paolo si occupa da anni di divulgazione scientifica, soprattutto nel campo della medicina e della biologia. È l'ideatore dello Sportello Cancro, il sito creato da corriere.it sull'oncologia in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi. Ha collaborato per diversi anni con le pagine della Scienza del Corriere della Sera. È fondatore e direttore di PRC-Comunicare la scienza.

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