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I difetti congeniti della colonna vertebrale, come la scoliosi idiopatica e la cifosi patologica, potranno essere corretti in modo personalizzato e più efficace, grazie a un esoscheletro (una sorta di “guscio” esterno) robotizzato flessibile, che i bioingegneri della Columbia University School of Engineering and Applied Science di New York (Stati Uniti) hanno messo a punto. Il nuovo esoscheletro è dinamico, adattabile, morbido, e permette di misurare in tempo reale la rigidità del tronco, e di caratterizzarla in modo tridimensionale, per fornire poi ai pazienti un sostegno su misura, fin da quando sono bambini, se necessario.

Come riferisce la rivista scientifica “IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation Engineering”, l’esoscheletro è composto da tre anelli (in pratica, tre cinture) sistemati intorno al bacino, alla parte inferiore del torace e a quella superiore, e collegati a 12 mini-motori, tutti comunicanti fra di loro, per misurare le torsioni e gli altri movimenti della colonna vertebrale, e capire quali tipi di forza sono necessari per “raddrizzarla”. 

L’esoscheletro robotizzato – in sigla RoSE (Robotic Spine Exoskeleton) – è una versione moderna (ed enormemente più sofisticata) dei busti che da almeno 50 anni vengono consigliati ai pazienti con forme gravi di curvatura della colonna vertebrale, e che sono rimasti pressoché uguali in tutto questo tempo. A causa della loro scomodità (sono rigidi, privi di sensori, non adattabili ai cambiamenti della colonna e possono causare anche danni alla cute), questi busti hanno sempre avuto scarso successo. Il nuovo esoscheletro robotizzato, invece, aiuterà a creare una nuova generazione di busti mobili e di altri rimedi più efficienti e “portabili”.

Provato, finora, su 10 persone adulte, il RoSE è verrà adattato anche alle bambine e alle ragazze, tra le quali l’incidenza di alterazioni congenite della colonna è dieci volte superiore rispetto a quella dei coetanei maschi.

vincitori ibsa fellowship 2017Foto Zachary Mainen