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Ad aggiudicarsele tre giovani ricercattrici, Chiara Chianese per l’area Fertilità, Nausicaa Mazzocchi per l’area Terapia del Dolore e Stephanie Decherf per quella dell’Endocrinologia premiate davanti ai collaboratori della sede di Lugano e ai famigliari che sostengono da sempre le giovani studiose e che hanno voluto condividere con loro anche questo importante riconoscimento. Un impegno, quello nelle borse di studio, arrivato al suo terzo anno consecutivo e di cui IBSA Foundation è particolarmente orgogliosa visti i risultati molto concreti che hanno permesso di raggiungere ai suoi vincitori.

Alla premiazione, oltre al Dott. Arturo Licenziati, Presidente di IBSA Foundation, e alla Dott.ssa Silvia Misiti, Direttore della Fondazione, era presente il Prof. Franco Cavalli, Direttore scientifico dell’Istituto Oncologico della Svizzera italiana (IOSI), che ha dedicato gran parte della sua brillante carriera proprio alla ricerca scientifica e alla promozione e organizzazione della ricerca in Canton Ticino. Durante il suo intervento il Prof. Cavalli ha sottolineato che lo sviluppo intellettuale è fondamentale e per questo supporta il progetto di una facoltà di medicina a Sud delle Alpi. Alcune cose sono già cambiate: negli anni ‘70 si diceva ancora che il medico migliore in Ticino era il treno “diretto’ per Zurigo. Oggi, solo allo IOSI, lavorano 250 collaboratori, mentre altre 50 persone lavorano nei laboratori di ricerca dello IOR (Istituto Oncologico di Ricerca), funzionalmente legato allo IOSI e situato nell’edificio dell’IRB a Bellinzona.

Chiara Chianese, originaria di Napoli, lavora presso il Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze, dove ha partecipato ad uno studio altamente innovativo con lo scopo di individuare nuovi fattori genetici potenzialmente coinvolti nell’infertilità maschile, una condizione che colpisce circa il 7% della popolazione generale e la cui causa rimane sconosciuta in circa la metá dei casi. In particolare, il progetto ha lo scopo di individuare i geni coinvolti nei primi stadi della spermatogenesi, processo che porta alla formazione di spermatozoi, mediante l’impiego di una tecnica di ultima generazione (Next Generation Sequencing, NGS) che permette l’analisi contemporanea di circa 30.000 geni che codificano per tutti i fattori necessari per il funzionamento dell’organismo.

La borsa di studio nell’area della terapia del dolore è andata a Nausicaa Mazzocchi, PhD presso il Centro di Imaging Sperimentale dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Il suo progetto ha l’obiettivo di analizzare nuove piccole molecole per il loro potenziale e la loro specificità come inibitori dei canali ASIC1a e ASIC2a. Questi canali sono espressi principalmente nel sistema nervoso dove sono coinvolti nella percezione del dolore infiammatorio.

Infine Stephanie Decherf, viene dal Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi, e si è aggiudicata la borsa di studio nell’area Endocrinologia con una ricerca sul ruolo della tiroide quale indicatore della plasticità metabolica e della longevità. Esaminando l’equilibrio fisiologico che collega l’ormone tiroideo, il metabolismo e l’invecchiamento, il progetto è stato concepito per comprendere meglio quali parametri biologici consentano di conservare la salute in età avanzata. Mettendo a confronto due ceppi murini che presentano condizioni tiroidee, risposta a dieta ad alto contenuto di grassi e durata di vita distinte, l’obiettivo è quello di delineare le principali vie di regolazione che potrebbero contribuire a diminuire lo sviluppo di patologie legate all’età.

Durante la premiazione sono state annunciate le borse di studio che per il 2015 saranno ben cinque, nelle aree Dermatologia, Endocrinologia, Fertilità, Ortopedia-Reumatologia e Terapia del Dolore.

Rassegna stampa

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