In Ricerca scientifica

Che cosa spinge una teenager ad affrontare una grande sfida scientifica e ingegneristica per inventare la prima fasciatura ‘intelligente’ al mondo? Anushka Naiknaware, che all’età di 13 anni è diventata la più giovane vincitrice della Google Science Fair, lo spiega così:

Mi aveva colpito molto una statistica che diceva che il numero di persone negli Stati Uniti con ferite croniche supera il numero complessivo di persone affette dalle più gravi forme di tumore.

Una ferita diventa cronica quando una persona colpita da lesioni estese non riesce a guarire normalmente: questo può avvenire quando i bendaggi sono sostituiti troppo spesso, sottoponendo i pazienti a forti dolori e infezioni prolungate. Ma cosa provoca questa concatenazione di effetti negativi?

Quando ho iniziato a fare ulteriori ricerche, ho scoperto che c’era una correlazione tra il livello di umidità all’interno di una medicazione e lo stadio di guarigione in cui si sarebbe trovata la ferita cronica. Così ho deciso di progettare qualcosa per misurare il livello di umidità all’interno della ferita, in modo da aiutare medici e pazienti a trattare meglio il problema e accelerare il processo di guarigione.

Anushka ha dunque l’idea di creare una benda in grado non solo di uccidere i batteri presenti nella ferita, ma anche di avvisare l’utente quando deve essere cambiata. Progetta e testa un metodo per incorporare nanoparticelle di grafene, tramite inchiostro stampato in modelli frattali, all’interno della benda, per rilevare con precisione quando i livelli di umidità sono diminuiti e poterla sostituire al momento giusto, senza doverla togliere dalla zona colpita per verificare. I dati raccolti in tempo reale possono poi essere trasmessi tramite una connessione wireless con qualsiasi dispositivo, anche un telefono.

Il risultato finale è davvero notevole: il medico può conoscere il momento preciso in cui la medicazione deve essere cambiata e sa subito tutto della ferita: se sono presenti inizi di infezione, qual è la temperatura e il valore del PH…

Oltre che della parte medica e di ingegnerizzazione, Anushka si è occupata attivamente anche degli aspetti produttivi della sua invenzione, dimostrando una grande attenzione alla parte esecutiva del progetto:

Questo prodotto interagiva facilmente con il corpo e quindi doveva essere biocompatibile; inoltre doveva anche essere a basso costo, perché lo stavo progettando e pagando da sola. Infine doveva anche essere fabbricabile in serie, perché volevo che fosse realizzato ovunque, per chiunque.

Anushka è una delle tante ragazze che in tutto il mondo hanno dimostrato l’entusiasmo e la capacità di realizzare il loro sogno, anche senza disporre di grandi mezzi. Un esempio che lascia ben sperare per il nostro futuro:

Il mio progetto ha avuto successo, tuttavia la scienza non finisce mai. C’è sempre qualcosa da fare, qualcosa da affinare. Quello che ho imparato da questa esperienza è di avere l’atteggiamento giusto per fare la differenza e contribuire alla ricerca, anche se sono una quattordicenne che lavora nel suo garage su qualcosa che non capisce del tutto: è quello che mi ha ispirato ad andare avanti, e spero che ispiri molte altre persone a lavorare in questo modo.

 

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