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Quanti sono i tipi diversi di cellule che si trovano nel cervello? La domanda, difficile, trova una risposta interessante nel lungo lavoro condotto per 15 anni dall’Allen Institute for Brain Science di Seattle (Stati Uniti), creato da Paul Allen, cofondatore della Microsoft. I ricercatori hanno esaminato ben 23.800 cellule, sugli oltre 100 milioni che compongono il cervello di un topo, identificando 133 tipi differenti nelle sole aree dedicate alla visione e al movimento: molto più di quanto si pensasse finora. A questo studio la rivista Nature ha dedicato un titolo di copertina.

Per ottenere una mappa così dettagliata, gli studiosi hanno deciso di analizzare il DNA di tutte quelle cellule, osservando il modo in cui il codice genetico si “esprimeva” (cioè, in pratica, il modo in cui gestiva la produzione delle proteine). Così, in base alla diversa espressione genica, sono emerse le 133 tipologie diverse di cellule.

Questo “catalogo” delle aree della visione e del movimento, in realtà, è solo un primo passo per capire veramente in che modo funzioni il cervello (quello dei mammiferi resta tuttora avvolto da molti misteri). È probabile che gli “ingredienti” trovati nelle zone prese in esame dall’Allen Institute siano presenti anche in altre aree specializzate della corteccia (per esempio, in quelle del linguaggio o della memoria). Ma occorrerà ancora molto tempo per decifrare tutta questa complessità… In ogni caso, i risultati degli studi sui topi aiuteranno a capire anche come funziona il cervello umano.

«Questa è di gran lunga l’analisi più completa e approfondita mai eseguita finora su una precisa zona della corteccia cerebrale – ha detto Hongkui Zeng, autore senior dello studio. – Con tutti questi dati a disposizione possiamo cominciare a stabilire nuovi principi su come è organizzato il cervello e, in definitiva, su come funziona».

Nell’ambito di un secondo studio, pubblicato sempre sullo stesso numero di Nature, i neuroscienziati dell’Howard Hughes Medical Institute (Janelia Research Campus) di Ashburn (Stati Uniti) hanno illustrato un’altra scoperta ottenuta grazie all’analisi dei geni. I ricercatori hanno identificato, in particolare, la presenza di due tipi di cellule nervose associate al movimento, finora sconosciuti. In questo caso sono stati condotti test relativi anche alla forma e alla funzione delle due nuove specie cellulari, e si è capito che una è legata alla pianificazione e l’altra all’inizio dei movimenti.

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