In Curiosità scientifiche

 

Lo stress fa male solo se crediamo che ci faccia male. È questa la tesi sorprendente di Kelly McGonigal, psicologa della Stanford University. Che nella sua celebre TED Conference del 2013 “Come farsi amico lo stress” esordisce così:

“La mia confessione è questa: sono una psicologa della salute e la mia missione è aiutare le persone a essere più sane e più felici. Ma ho paura che una cosa che ho insegnato negli ultimi 10 anni faccia più male che bene, e ha a che fare con lo stress. Per anni ho detto alle persone che lo stress fa stare male. Aumenta il rischio di tutto, dal comune raffreddore  alle malattie cardiovascolari. In sostanza, ho trasformato lo stress in un nemico. Ma ho cambiato idea e oggi voglio farla cambiare anche a voi”. 

Occorre affrontare la cosa da un’altra prospettiva: la scienza ci dice che cambiare il modo di vedere lo stress può farci stare meglio. Invece di cercare di evitarle lo stress (cosa peraltro impossibile) è meglio “farselo amico”, imparando come interagire positivamente con esso. E cambiare idea sullo stress significa cambiare la reazione del nostro corpo allo stress.

Come fa notare McGonigal in un suo articolo, lidea che cresciamo attraverso le avversità non è nuova. È presente negli insegnamenti di tutte le principali religioni e in molte filosofie. È persino diventato un luogo comune dire: “Quello che non ti ammazza ti rende più forte”.

Ma non è così semplice.

Come sappiamo, lo stress può essere paralizzante e produrre danni anche molto seri alla nostra vita e alla nostra salute. E allora, come possiamo trasformarlo in energia positiva?

Una strategia è quella di fare una scelta consapevole e vivere lo stress come un’opportunità per imparare e crescere. Questa mentalità può effettivamente spostare la fisiologia dello stress verso uno stato che rende più probabile un risultato positivo, anche in termini di risposta fisiologica del nostro corpo.

“Voglio anche parlarti di uno degli aspetti più sottovalutati della risposta allo stress, e l’idea è questa: lo stress ti rende sociale. Dobbiamo parlare di un ormone, l’ossitocina, detto ‘l’ormone delle coccole’, perché viene rilasciato quando abbracci qualcuno. Ma questa è solo una piccola parte dei suoi effetti. L’ossitocina è un neuro-ormone. Ottimizza gli istinti sociali del tuo cervello. Ti prepara a fare cose che rafforzano le relazioni strette. L’ossitocina ti fa desiderare il contatto fisico con i tuoi amici e familiari. Migliora la tua empatia. Ti rende anche più disposto ad aiutare e supportare le persone a cui tieni”.

L’ossitocina non agisce solo sulla psiche. Agisce anche sul nostro corpo e uno dei suoi ruoli principali  è proteggere il nostro sistema cardiovascolare dagli effetti dello stress. È un antinfiammatorio naturale, che aiuta a rilassare i vasi sanguigni quando siamo sotto pressione.

Per questo McGonigal afferma:Trovo straordinario che la tua risposta allo stress abbia un meccanismo incorporato per resistergli, e quel meccanismo è la connessione umana”.

Le persone che sono brave ad affrontare lo stress si lasciano cambiare da questa esperienza, anche in circostanze che non sceglierebbero mai. Ma i risultati migliori arrivano quando decidiamo consapevolmente di prenderci cura degli altri. Lo dimostra una ricerca condotta negli Stati Uniti su un migliaio di adulti tra i 34 e 93 anni d’età:

“A ogni importante evento stressante della vita, come le difficoltà finanziarie o le crisi familiari, il rischio di decesso aumentava del 30%. Ma non è stato vero per tutti. Chi ha trascorso tempo a occuparsi degli altri non ha mostrato alcun aumento del rischio di decesso legato allo stress. Zero.

Preoccuparsi degli altri genera capacità di recupero. Se scegli di vedere la reazione allo stress come utile, crei la biologia del coraggio. Lo stress ci dà accesso ai nostri cuori, al cuore compassionevole che trova gioia e senso nell’entrare in sintonia con gli altri, e al cuore fisico, che batte forte e che tanto lavora per darci forza ed energia. Quando scegli di vedere lo stress in questo modo, non solo lo affronti meglio, ma fai anche un’asserzione molto profonda: stai dicendo che puoi fidarti di te stesso quando si tratta di gestire le sfide della vita, e ti ricordi che non le devi affrontare da solo”.

immagine evocativaimmagine evocativa