Paolo Rossi Castelli 3 giugno 2021 8 min

Florida, lotta genetica alle zanzare (con polemiche)

Al via una sperimentazione contro la Aedes aegypti, responsabile della trasmissione di malattie come Zika e dengue. Zanzare maschio con un gene alterato porteranno alla morte le zanzare femmine.

All’inizio di aprile l’azienda britannica Oxitec ha liberato, in sei zone diverse delle Florida Keys, uova di zanzare Aedes aegypti geneticamente modificate.

Da queste uova stanno “uscendo” solo insetti di sesso maschile, con un gene predisposto per uccidere le future femmine, le uniche in grado di pungere gli uomini e di trasmettere malattie com Zika, dengue, chikungunya e, in determinate aree del mondo, la febbre gialla.

Come funziona?

Quando questi maschi feconderanno le femmine selvatiche, trasmetteranno il gene modificato, che porterà alla morte solo le larve femmine. I maschi, invece, sopravviveranno ma diventeranno, a loro volta, portatori del gene che ucciderà le future femmine.

Come riferisce la rivista scientifica Nature , circa 12.000 maschi usciranno dagli appositi contenitori della Oxitec ogni settimana, nell’arco di 12 settimane. Ma altre uova verranno liberate anche in una fase successiva, per ottenere, entro la fine dell’anno, fino a 20 milioni di zanzare con il gene modificato, e letale per le femmine.

Tutto questo causerà uno squilibrio che, in base a quanto si è visto nelle sperimentazioni già condotte in Brasile, a Panama, in Malesia e nelle isole Cayman, dovrebbe condurre a una drastica riduzione del numero delle zanzare stesse e alla virtuale eliminazione della possibilità di pungere l’uomo, specifica delle femmine.

Un cammino tortuoso

Giunge così a compimento un lungo e controverso iter durato dieci anni, che ha conosciuto numerose battute d’arresto, perché questo tipo di operazione non era previsto dal sistema giuridico statunitense, e perché una parte della popolazione locale ha tentato di opporsi in ogni modo per fermare la liberazione nell’ambiente di queste zanzare, temendo conseguenze per l’ecosistema e per gli stessi esseri umani, e denunciando una scarsa trasparenza delle informazioni fornite dalle autorità e dalla Oxitec (che ha reagito parlando di forte disinformazione, invece, diffusa ad hoc dai gruppi anti-OGM). La sperimentazione è monitorata dal Florida Keys Mosquito Control District.

Chi ha ragione? La vicenda è complessa, con numerose sfaccettature dal punto di vista etico e biologico. I gruppi che si sono battuti, inutilmente, contro l’avvio della sperimentazione (tra loro sono presenti anche decine di medici locali) hanno espresso molti dubbi su una tecnica ancora sperimentale, che ha fornito risultati contrastanti in passato. I più estremisti sono arrivati alla minaccia di spruzzare insetticidi vicino ai punti di rilascio, per vanificare gli esperimenti. Anche per questo i tecnici della Oxitec, come riferisce Nature, hanno ricevuto l’ordine di non rivelare la posizione precisa dei contenitori con le uova geneticamente modificate.

Infezioni in crescita

È un dato di fatto, in ogni caso, che negli ultimi anni la diffusione della Aedes aegypti è aumentata enormemente in tutto il mondo, per varie ragioni. E le malattie trasmesse da questo tipo di zanzare, un tempo tipiche solo di alcune zone tropicali, sono ormai segnalate in gran parte del pianeta. Finora si è cercato di contrastare queste zanzare utilizzando in modo sempre più massiccio gli insetticidi, ma con risultati insoddisfacenti, perché queste sostanze inquinano l’ambiente, e le zanzare, comunque, sono riuscite a sviluppare una progressiva e forte resistenza.

Per questo da anni si studiano strumenti alternativi di lotta biologica come, appunto, le zanzare geneticamente modificate.

Nelle Florida Keys, con un clima tipicamente tropicale, le Aedes aegypti sono responsabili pressoché di tutte le infezioni trasmesse all’uomo attraverso gli insetti. Da anni le autorità sanitarie cercano di arginarle, ma senza successo. Così hanno deciso di ricorrere alle zanzare della Oxitec. Questi insetti contengono, fra l’altro, anche un gene che permette di identificarli semplicemente illuminandoli con una luce di una specifica lunghezza d’onda, per facilitare la raccolta dei dati. Si valuterà, dunque, quanto si sposteranno lontano dal luogo in cui sono nati, quanto si riproducono, quanto a lungo vivono e altri parametri utili a comprendere l’efficacia della strategia. I risultati della sperimentazione in Florida verranno valutati dalla US Environmental Protection Agency (EPA), che ha dato una prima autorizzazione e dovrà decidere se estendere questo tipo di interventi.

Negli Stati Uniti, in verità, sono già stati introdotti anche altri due insetti geneticamente modificati da Oxitec, la Plutella xylostella nello stato di New York e la Pectinophora gossypiella in Arizona, ma per proteggere alcuni tipi di coltivazione. In tali i casi - a differenza di quanto è avvenuto in Florida - l’opposizione dei cittadini è stata molto più blanda. L’esperimento delle Florida Keys, però, ha un valore diverso, visto che, come dicevamo, la Aedes aegypti è sempre più diffusa nel mondo, e ha raggiunto anche l’Europa: dunque il test nelle isole della Florida, se avrà successo, potrà fare da apripista per analoghe operazioni da eseguire anche altrove. È pur vero, però, che l’Europa, a differenza degli Stati Uniti, ha sempre opposto una barriera molto rigida, dal punto di vista culturale e normativo, all’uso di organismi geneticamente modificati.

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Paolo Rossi Castelli

Giornalista dal 1983, Paolo si occupa da anni di divulgazione scientifica, soprattutto nel campo della medicina e della biologia. È l'ideatore dello Sportello Cancro, il sito creato da corriere.it sull'oncologia in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi. Ha collaborato per diversi anni con le pagine della Scienza del Corriere della Sera. È fondatore e direttore di PRC-Comunicare la scienza.