In Curiosità scientifiche

 

Confessiamolo: di solito, quando dobbiamo citare un campo affascinante del sapere, non ci viene mai in mente la statistica.

Figuriamoci, già abbiamo i nostri problemi con la matematica, perché non è così facile sentirsi a proprio agio con i numeri. E la statistica, come racconta in questa TED Conference l’esperto di visualizzazione di dati Alan Smith, “è quella parte della matematica che persino i matematici non amano molto, perché mentre il resto della matematica è fatto di precisione e certezze, la statistica invece è quasi l’opposto”.

E allora, perché mai dovremmo interessarcene? Perché, come dice Smith, è “la scienza del noi”. L’etimologia della parola indica la scienza di elaborare dati sul paese o sulla comunità in cui viviamo. Non solo. La statistica è uno strumento fondamentale di discipline come la demografia, la fisica, l’economia e la ricerca biomedica. E occupandosi della misura quantitativa dei fenomeni sociali, ci parla di noi come gruppo, e non come singoli individui.

Nel suo discorso, Smith cita una serie di altri casi dove la nostra percezione comune della realtà è clamorosamente smentita dai dati statistici.

E’ sorprendente verificare quante nostre convinzioni possano essere smentite da una semplice indagine statistica: per esempio, si è visto che in Giappone la gente pensava che 56 giapponesi su cento vivessero in campagna, quando i dati ufficiali riportavano appena un 7%.

Ma come si spiega il fenomeno delle nostre false percezioni?

Il premio Nobel per l’Economia Daniel Kahneman ha passato anni a rilevare il “pessimo intuito statistico” delle persone, dovuto a una serie di distorisioni cognitive (bias), arrivando a dichiarare:“Possiamo essere ciechi davanti all’evidenza (e avere numeri sbagliati) ma possiamo essere ciechi di fronte alla nostra cecità”.

In realtà, ci spiega Smith, non serve avere un’abilità eccezionale con i numeri per esserne affascinati.

A ben vedere, ogni analisi statistica contiene una narrazione di situazioni umane molto complesse (le grandi collettività di individui) e, oltre a darci una bussola preziosa nelle condizioni di incertezza, può aiutarci a ribaltare molti pregiudizi, mettendoci in condizione di valutare e decidere meglio.

E poi “la statistica raggiunge il suo massimo quando ci sorprende”. 

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